Rammarico del Movimento per la Vita per la scelta abortista di “Amnesty International”

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CITTA' DEL VATICANO, venerdì, 15 giugno 2007 (ZENIT.org).- Le critiche sollevate dal Cardinale Renato Martino, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, nei confronti della scelta abortista di Amnesty International, sono state condivise dal Movimento per la Vita.



Intervistato da ZENIT, Carlo Casini, Presidente del Movimento per la Vita (MpV), ha affermato che: “Non fa più alcuna meraviglia che organismi internazionali pure importanti facciano lobby in favore dell’aborto. Purtroppo gli ambienti antivita hanno occupato da tempo gangli vitali delle istituzioni internazionali”.

In una intervista rilasciata al periodico statunitense National Catholic Register, il Cardinale ha chiesto alla Chiesa e ai cattolici di sospendere i contributi ad Amnesty International, dopo che lo scorso 25 marzo, nel corso della Conferenza nazionale annuale, a Edimburgo, i circa 400 membri britannici di questa organizzazione hanno espresso con un voto la decisione di impegnarsi per la depenalizzazione dell'aborto.

“Ciò che è insopportabile – ha precisato Casini – è che si schierino a favore dell’aborto organismi benemeriti per la denuncia di tante violazioni dei diritti umani, in particolare del diritto alla vita, da sempre schierati contro la pena di morte o enti che hanno il compito istituzionale di proteggere i diritti dei bambini”.

“Mi riferisco chiaramente ad Amnesty ed all’Unicef – ha proseguito il Presidente del MpV – . E' auspicabile che i vertici dei due organismi riflettano sulla similitudine della pena di morte comminata ed eseguita dagli Stati, con l’eliminazione di milioni di bambini non ancora nati”.

Casini si è, inoltre, augurato che “l’Unicef, principale sostenitore della convenzione sui diritti del fanciullo, ricordi che secondo tale convenzione deve chiamasi fanciullo ogni essere umano anche prima della nascita”.

“Vorremmo l’alleanza e non l’inimicizia di Amnesty e dell’Unicef, ma se scelgono l’aborto come diritto, non possiamo che essere contrari e delusi”, ha infine concluso.