Rappresentante vaticano nega l’incompatibilità tra evoluzionismo e creazionismo

Monsignor Sánchez de Toca, Sottosegretario del Pontificio Consiglio per la Cultura

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JEREZ DE LA FRONTERA, lunedì, 17 settembre 2007 (ZENIT.org).- Il sottosegretario del Pontificio Consiglio per la Cultura, monsignor Melchor Sánchez de Toca, ha pronunciato questo lunedì la conferenza inaugurale della XVIII Settimana Diocesana di Teologia di Jerez de la Frontera, convocata per dibattere su “La ragione, la scienza e il futuro dell’umanità”, secondo quanto reso noto dalla Delegazione per i Media dell’Episcopato.



“Progressi scientifici, sfida alla fede” è stato il titolo dell’intervento, in cui monsignor Sánchez de Toca ha negato l’incompatibilità tra l’evoluzionismo e il creazionismo come teorie sull’origine del mondo che debbano necessariamente opporsi, e il cui caso ha preso come paradigma di un presunto conflitto dei postulati della fede e della ragione.

Secondo il presule, si tratta di “un falso dibattito” perché attenersi in esclusiva all’una o all’altra posizione non fa che mantenere l’uomo su terreni ideologici, e ha sottolineato che “per il cattolico non c’è incompatibilità tra evoluzione e dottrina”.

“Ciò che è in gioco in questo dibattito è un’opzione tra l’irrazionale e la ragione e, alla fin fine, il cristianesimo è la religione del Logos, ossia della ragione, una religione che mira sempre alla verità”, ha aggiunto.

Sánchez Toca ha inserito il rapporto fede-cultura in una dinamica in cui si avvertono quattro atteggiamenti di fondo: il conflitto, l’indipendenza, il dialogo e l’integrazione, e ha riconosciuto che il primo di questi modelli è il “più comune”.

Nonostante tutto, il sottosegretario del Pontificio Consiglio per la Cultura ha sottolineato che camminiamo verso un rapporto “più costruttivo”, il che si evidenzia sia nel mondo della scienza che in quello della Chiesa.