"Reagite di fronte al male che ci sfida"

Durante l'Udienza Generale, papa Francesco indica nella Quaresima un tempo di conversione all'amore di Dio e di abbandono dell'assuefazione al peccato e alle ingiustizie

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) Luca Marcolivio | 340 hits

Un “punto di svolta” e un’occasione di “cambiamento” e “conversione” per uscire dalle “abitudini stanche e dalla pigra assuefazione al male che ci insidia”. Con queste parole, papa Francesco ha introdotto l’Udienza Generale di stamattina, soffermandosi sul significato profondo della Quaresima.

Il tempo liturgico che oggi prende il via “ci rivolge due importanti inviti: prendere più viva consapevolezza dell’opera redentrice di Cristo; vivere con più impegno il proprio Battesimo”, ha detto il Pontefice.

La Quaresima è un momento di “consapevolezza delle meraviglie che il Signore ha operato per la nostra salvezza” e di disposizione del nostro cuore “ad un atteggiamento di gratitudine verso Dio, per quanto Egli ci ha donato, per tutto ciò che compie in favore del suo Popolo e dell’intera umanità”.

Il secondo invito è a “vivere fino in fondo il Battesimo”, ovvero “non abituarci alle situazioni di degrado e di miseria che incontriamo camminando per le strade delle nostre città e dei nostri paesi”.

Secondo il Santo Padre, c’è il rischio di una assuefazione a molte “tristi realtà”: ad esempio, alla violenza, “come se fosse una notizia quotidiana scontata”, a vedere “fratelli e sorelle che dormono per strada”, ai “profughi in cerca di libertà e dignità”.

Inoltre, ci abituiamo a vivere in una società che “pretende di fare a meno di Dio, nella quale i genitori non insegnano più ai figli a pregare né a farsi il segno della croce”.

Rivolto proprio alle madri e ai padri presenti, il Papa ha domandato: “i vostri figli, i vostri bambini, sanno farsi il segno della croce? Pensateci. I vostri nipoti sanno farsi il segno della croce? Avete loro insegnato a farlo? Pensate e rispondete nel vostro cuore”. L’assuefazione a “comportamenti non cristiani e di comodo ci narcotizza il cuore!”, ha aggiunto.

La Quaresima è dunque un “tempo provvidenziale per cambiare rotta, per recuperare la capacità di reagire di fronte alla realtà del male che sempre ci sfida”, quindi per avvicinarsi a Dio e al Vangelo e “guardare con occhi nuovi ai fratelli e alle loro necessità”.

Il Pontefice ha quindi nuovamente citato San Paolo (già lo aveva fatto nel Messaggio per la Quaresima 2014), quando afferma che il Signore “si è fatto povero per arricchirci della sua povertà” (cfr 2Cor 8,9).

“Meditando i misteri centrali della fede, la passione, la croce e la risurrezione di Cristo, ci renderemo conto che il dono senza misura della Redenzione ci è stato dato per iniziativa gratuita di Dio”, ha aggiunto.

I punti fermi per vivere il tempo della Quaresima sono il “rendimento di grazie a Dio per il mistero del suo amore crocifisso” e la “fede autentica, conversione e apertura del cuore ai fratelli”.

Papa Francesco ha quindi concluso invocando l’intercessione della Vergine Maria, la “prima credente in Cristo”, perché accompagni il popolo cristiano “nei giorni di preghiera intensa e di penitenza, per arrivare a celebrare, purificati e rinnovati nello spirito, il grande mistero della Pasqua del suo Figlio”.