Relativismo, esoterismo e agnosticismo: “i nemici più subdoli della verità e del bene”

Intervento del Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura all’Angelicum

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ROMA, giovedì, 8 giugno 2006 (ZENIT.org).- E’ stata istituita a Roma, presso la Pontificia Università San Tommaso d’Aquino (http://www.angelicum.org ) – nota anche come Angelicum –, la cattedra "Religioni e spiritualità non convenzionali", frutto di un'iniziativa congiunta del GRIS (Gruppo di Ricerca e Informazione Socio-religiosa) e di questa Università.



All’inaugurazione, avvenuta lo scorso 18 maggio è intervenuto tra gli altri anche il Cardinale Paul Poupard, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, il quale ha dedicato il suo intervento a spiegare il “Ruolo delle istituzioni culturali cattoliche di fronte al relativismo e all’esoterismo presenti nelle religioni e spiritualità non convenzionali”.

Il porporato ha ricordato che di fronte ad una tale sfida pastorale il Pontificio Consiglio della Cultura ha già dedicato una profonda riflessione nel corso dell’Assemblea Plenaria del 2004 proprio sul tema: “La fede cristiana all’alba del nuovo millennio e la sfida della non credenza e dell’indifferenza religiosa”, nella quale ha trovato notevole spazio l’attenzione alla sfida dei cosiddetti “nuovi movimenti religiosi”.

Il Cardinale Poupard ha inoltre raccontato di avere avuto a Vienna un incontro europeo con il Metropolita Kirill di Smolensk e Kaliningrad, sul tema “Dare un’anima all’Europa”, organizzato congiuntamente dal Pontificio Consiglio della Cultura e dal Patriarcato di Mosca.

“È stato impressionante toccare con mano una preoccupazione comune al riguardo con i nostri fratelli Ortodossi”, ha sottolineato il Presidente del Dicastero Vaticano.

Successivamente, il Cardinale Poupard ha precisato che “religioni e spiritualità non convenzionali, fenomeni conosciuti come New Age, esoterismo, magia, occultismo, satanismo, comunicazioni con l’aldilà, si presentano come forme di gnosi”, che “combinano intuizioni spirituali e metodi ecletticamente presi dalle religioni tradizionali e da antiche pratiche esoteriche con metodi scientifici o pseudoscientifici di guarigione, di ricerca del benessere fisico e mentale”.

Secondo il porporato, il loro successo si spiega “perché trovano un terreno ben preparato dalla diffusione del relativismo e dall’indifferenza verso la fede cristiana, cui vanno unite le inestinguibili aspirazioni dello spirito umano verso la trascendenza e il senso religioso, caratteristica costante nella storia dell’uomo”.

Il Cardinale Poupard ha ribadito che “quando la conoscenza del contenuto della fede cristiana è debole, le sètte si sviluppano grazie alle loro pretese risposte ai bisogni delle persone in cerca di guarigione, di figli, di successo economico”.

“Lo stesso discorso vale per le religioni esoteriche, il cui successo si afferma grazie alla fragilità e alla sprovvedutezza di cristiani poco o mal formati”, ha poi sottolineato.

Per il Presidente del Dicastero Vaticano, “questo scenario spirituale e culturale lancia una sfida alla Chiesa e alle Istituzioni ecclesiali e accademiche”, che le interpella a dare una risposta immediata alle molte attese delle persone e ad aiutarle a trovare o ritrovare in Cristo la via che conduce alla verità.

“La sfida principale – ha affermato Poupard - è quella di una nuova inculturazione della fede in ambienti finora inesplorati che vada ben oltre una semplice apologetica. La mia conclusione è, ovviamente, l’invito ad una nuova Pastorale della Cultura”.

“L’Università non è la parrocchia – ha continuato il porporato – perciò è importante una formazione culturale e spirituale appropriata, attraverso l’organizzazione di seminari e gruppi di lavoro, centri di dialogo e di colloqui interdisciplinari”. Così come è essenziale “la fede in Cristo, che coinvolge insieme l’intelligenza dell’uomo ed il suo cuore, il pensiero e la vita, nell’incontro effettivo con Cristo”.

“In sintesi – ha aggiunto il Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura – dalla catechesi all’omelia, dal magistero più alto della Chiesa alla pastorale, dalla lezione accademica alla testimonianza di fede più semplice, unico è lo scopo che ci muove, come tante volte ci ripete il Santo Padre Benedetto XVI: avere il coraggio di lottare contro il relativismo, cioè il lasciarsi portare qua e là da qualsiasi vento di dottrina, come ci viene suggerito dalla cultura dominante quale unico atteggiamento all'altezza dei tempi odierni”.

Il Cardinale Poupard ha concluso affermando che coltivare una fede chiara, secondo il Credo della Chiesa, “non è fondamentalismo ma intelligenza e anche saggezza, per non indulgere alla dittatura del relativismo che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie”.

“Relativismo, esoterismo e (…) agnosticismo sono i ‘nemici’ più subdoli della verità e del bene”, ha detto infine.