Resurrezione: grazia e destino

Il messaggio di monsignor Francesco Cavina, vescovo di Carpi, per la Santa Pasqua 2013

Carpi, (Zenit.org) | 854 hits

“La resurrezione di Cristo è il primo e il più grande fondamento della nostra fede”. È  citando Sant’Ambrogio che monsignor Francesco Cavina apre il messaggio di auguri pasquali ai fedeli della Diocesi di Carpi. “La resurrezione rappresenta la ragione ed il fine dell’esistenza di Cristo” prosegue il Vescovo sottolineando che essa “non è solo il compimento e la piena realizzazione della missione di Gesù nel mondo cioè la vittoria sulla morte. Cristo, Crocifisso e risorto, è paradigma dell’esistenza di ogni uomo”.

A Pasqua esaltando il Cristo risuscitato “l’uomo conosce e celebra il proprio destino, festeggia ciò che dà senso al suo essere-nel-mondo”: questa è “la più bella notizia che il cristianesimo porta – osserva – nessuno esiste per caso, quasi gettato e disperso nell’universo da una forza anonima e senza amore. A tutti gli uomini è riservata la grazia della resurrezione. Non siamo soli ad affrontare la vita!”

Già nell’omelia per la Via Crucis in memoria di Odoardo Focherini monsignor Cavina aveva sottolineato come il futuro beato testimoniasse “in maniera chiara, trasparente e convincente che la vita umana è inserita in un progetto che va ben oltre la nostra realtà terrena. Sia Cristo che Odoardo, agli occhi del mondo, sembrano degli sconfitti. Infatti entrambi sono stati vittima dell’odio e della violenza. Ma in realtà nella loro morte si rivela la potenza di Dio”.

Guardando alla grande molteplicità delle angosce umane di oggi, di un territorio che vive i postumi di un evento drammatico come il terremoto, il pensiero del Vescovo si è soffermato in particolare sul mondo del lavoro “così in difficoltà a causa della disoccupazione, della mancanza di riconoscimenti adeguati, dell’insicurezza, dell’incapacità a trovare risposte convincenti e durature, dei ritmi non rispettosi della dignità della persona e della quasi totale assenza di attenzione alle esigenze della famiglia”.

“A tutti quelli che soffrono nello spirito e nel corpo; a tutti coloro che hanno le stimmate di Gesù nella loro persona – ha concluso monsignor Cavina – chiediamo che giunga, mediante la nostra preghiera e la nostra reale e fattiva vicinanza e solidarietà, il conforto di Cristo, il grande Paziente, il grande Consolatore, il grande Redentore. Buona Pasqua a tutti, carissimi figli e fratelli, dal vostro Vescovo”.