Ricorre oggi il Natale della città di Roma, la quale compie 2757 anni

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ROMA, mercoledì 21 aprile 2004 (ZENIT.org).- Roma festeggia oggi il suo 2757° Natale. E’, infatti, il 21 aprile il giorno che il matematico ed esperto di congiunzioni astrali originario di Fermo, Lucio Taruzio, stabilì come compleanno della città “caput mundi”, la cui gloriosa storia è stata resa ancora più preziosa dall’essere sede della Chiesa cattolica.



Come disse San Leone Magno rivolgendosi a Roma, infatti, “Tu eri capitale del mondo, ma sei diventata più grande col Cristianesimo”.

Già da qualche giorno, in vista di questo avvenimento, è in corso una serie di manifestazioni organizzate dal “Gruppo storico romano”, che vuole rievocare la vita dei nostri avi con combattimenti tra gladiatori, danze, ricostruzioni della vita quotidiana dell’antichità e, perché no, specialità gastronomiche romane.

Nel giorno del compleanno della città di Roma è stato deciso l’ingresso gratuito a tutti i musei della città, compresi i Musei Capitolini, dove si può ammirare la statua bronzea della Lupa Capitolina del V secolo a.C., con l’aggiunta rinascimentale delle figure dei due bambini che rappresentano Romolo e Remo, che secondo la tradizione vennero allattati dall’animale. La statua venne offerta da Papa Sisto IV alla città per aiutarla a commemorare la sua storia e a ricordare il suo grandioso passato.

Roma “ha abbandonato oggi la veste invernale facendosi gli auguri da sola con uno splendido sole”, ha affermato il sindaco Veltroni, che ha consegnato i premi “Cultori di Roma” e “Certamen Capitolino” rispettivamente ad un soprintendente archeologico del Comune di Roma e a due professori di Letteratura Latina.

Accanto ai tanti appuntamenti culturali, anche uno più “folcloristico”: il derby tra le due squadre di calcio della città, Roma e Lazio, che avrà una forte impronta di solidarietà, dal momento che i circa 300.000 euro dell’incasso saranno devoluti ai figli dei carabinieri e dei poliziotti caduti in servizio e all’ospedale pediatrico Bambino Gesù della città.

Di lei scrisse il grande poeta latino Orazio: “Sole che sorgi libero e giocondo, sul colle nostro i tuoi cavalli doma, tu non vedrai nessuna cosa al mondo maggior di Roma”.