Riemerge l'incubo eugenetico

In Oregon, il Family Research Council denuncia esperimenti di clonazione umana

Roma, (Zenit.org) Antonio Gaspari | 582 hits

Non è bastato l’orrore nazista per far comprendere quanto pericoloso sia il tentativo di manipolare gli embrioni umani e cercare di realizzare forme di clonazione umana. E’ notizia di oggi che in Oregon sono stati clonati embrioni umani con la stessa tecnica di clonazione utilizzata per far nascere la pecora Dolly.

Per la clonazione sono stati utilizzati ovuli femminili e cellule umane. Gli embrioni umani sono stati poi distrutti per estrarre le cellule staminali.

A denunciare la clonazione è stata l’associazione statunitense Family Research Council (http://www.frc.org/stemcells). Si tratterebbe della prima volta che si clona e poi si fa crescere un embrione umano per poi estrarre le cellule staminali embrionali.

Un tentativo in tal senso era stato annunciato nel 2004 e nel 2005 dal dottore coreano Hwang Woo-Suk. Il tutto si era poi rivelata una colossale frode.

E’ stato il “journalCell” nella edizione online a riportare l’avvenuta clonazione con successiva distruzione e estrazione di cellule staminali. Nel riferire della clonazione  il “journalCell” racconta che sono stati utilizzati ovuli di qualità “premium”.

Il dott. David Prentice del Family Research Council (FRC), ha detto: "E' una grande preoccupazione vedere che alcuni scienziati stanno ancora portando avanti la clonazione umana. Una pratica che porta ad una ingegneria umana altamente pericolosa, prospettando scenari simili a quelli descritti nel romanzo di Aldous Huxley Il mondo nuovo”.

Secondo il dott. David Prentice, la clonazione degli embrioni è pericolosa e disumana. Per quanto riguarda l’utilizzo delle cellule staminali, l’esponente del FRC ha spiegato che è molto più facile e più efficace ottenere le ‘cellule staminlai pluripotenti’ dalla pelle o dai tessuti di persone adulte.

“Le cellule staminali adulte – ha precisato Prentice –  sono più efficaci per il trattamento dei pazienti. Più di 60.000 persone nel mondo ricevono cellule adulte ogni anno per trapianti e per curare almeno una dozzina di gravi malattie”.

Le tecniche di clonazione, oltre ad essere eticamente inaccettabili, necessitano di ovuli prodotti con tecniche di iperstimolazione che sono pericolose per la salute delle donne che si sottopongono alle cure con ormoni.