"Ripartiamo dal Nido"

Don Carlo Bellini alla conferenza stampa di presentazione dell'asta di beneficenza organizzata a Roma in favore dell'Emilia terremotata

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ROMA, mercoledì, 21 novembre 2012 (ZENIT.org).- “Il progetto è costoso, ma con il grande aiuto di Confagricoltura, di Maschio Gaspardo, un’azienda di macchine agricole con sede a Padova che ha promosso un’iniziativa a nostro favore e di tanti privati ce la faremo, Mortizzuolo avrà la sua scuola materna parrocchiale più bella di prima. E questa volta – precisa don Carlo Bellini – sarà antisismica. Il paese – continua il parroco di Mortizzuolo – ha bisogno di questa scuola e di un segnale di speranza, avrà entrambi. La scuola – prosegue don Bellini – avrà due sezioni e potrà ospitare 55 bambini”.

Don Bellini è felice, ha trovato persone generose e disponibili che, come dice lui stesso, “si sono spese moltissimo. Penso soprattutto a Guglielmo Garagnani, il presidente di Confagricoltura Emilia Romagna e alle signore di Christie’s, tutta gente che sta dando l’anima per questo progetto”.

Progetto che in poco tempo ha messo le ali: nemmeno due mesi fa Stefano Gasperi, segretario di Zona Carpi-Bomporto di Confagricoltura, al corrente della volontà di Confagricoltura regionale e nazionale di dare vita a un’iniziativa a favore dell’Emilia colpita drammaticamente dal terremoto, ha contattato persone in Diocesi che poi hanno presentato il progetto per la scuola materna parrocchiale di Mortizzuolo.

Ognuno ci ha messo del suo in un percorso virtuoso che ha portato a dei risultati straordinari, inimmaginabili fino a qualche mese fa.

“L’idea ci è piaciuta subito – commenta Guglielmo Garagnani -, era quello che volevamo. Ci siamo sentiti molto coinvolti dal progetto e dal fatto che a Mortizzuolo la comunità è ancora molto rurale ma in crescita. Proviamo a chiederci cosa diventerebbe un piccolo paese come questo senza la sua scuola. Sarebbe un paesino-dormitorio, dove la gente abita solo perché lì le abitazioni costano meno.

E’ grazie alla scuola d’infanzia se Mortizzuolo ha continuato a vivere, sono certo che la sua storia sarebbe molto diversa se non ci fosse stata. E per quanto riguarda il futuro, non ho dubbi: sarà roseo.

Gli asili – conclude Guglelmo Garagnani - che nascono da una lunga e lungimirante tradizione di metà Ottocento, svolgono più di una funzione educativa, soprattutto quando ubicati in un paesino: sono un punto di incontro e di aggregazione, aiutano la coesione sociale. Noi continueremo a stare al fianco di questa piccola comunità. I bisogni sono enormi, ma è più forte la vitalità che abbiamo trovato. Don Carlo Bellini, poi, ci ha letteralmente coinvolti e il suo entusiasmo è diventato il nostro”.