Riprendono, dopo un anno, i negoziati tra Israele e Santa Sede

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GERUSALEMME, martedì, 6 luglio 2004 (ZENIT.org).- Con un incontro delle due delegazioni, sono ripresi lunedì i negoziati tra Israele e la Santa Sede – sospesi in precedenza dal Governo israeliano – per applicare l’Accordo Fondamentale che regola i loro rapporti.



La delegazione vaticana era guidata da monsignor Gianfranco Gallone, segretario della nunziatura apostolica in Israele, quella israeliana da Gadi Golan, capo del Dipartimento per gli Affari Religiosi del Ministero degli Esteri.

L’Accordo Fondamentale, firmato dalle parti il 30 dicembre 1993, è stato una pietra miliare ed ha aperto la porta a rapporti diplomatici stabili tra la Santa Sede e lo Stato di Israele.

Nell’agosto dell’anno scorso, Israele ha ritirato la sua delegazione dai negoziati, mentre erano in corso i lavori per raggiungere un accordo definitivo su alcuni argomenti ancora pendenti.

Padre David Maria Jaeger, portavoce della Custodia Francescana di Terra Santa e consulente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, ha rivelato ai microfoni di “Radio Vaticana” che questa riunione ha avuto luogo in un “clima di grande cordialità”.

Secondo quanto ha constatato “AsiaNews”, i negoziati si sono conclusi molto prima del previsto.

Padre Jaeger ha aggiunto che il Vaticano chiede che la delegazione israeliana “abbia i poteri necessari per negoziare”, altrimenti “nessun negoziato potrà fare progressi”.

I negoziati, secondo il religioso, si concentrano su tre punti fondamentali.

“Il primo è lo statuto fiscale della Chiesa – ha spiegato –: diritti e doveri riguardo alle tasse, soprattutto consolidare le esenzioni che la Chiesa ha avuto da sempre sotto tutti gli Stati precedenti ed in forza di Trattati internazionali”.

In secondo luogo, si negozia la restituzione di “alcune proprietà ecclesiastiche, espropriate o comunque perse nel corso degli anni”.

Il terzo punto riguarda “la partecipazione dello Stato al sostentamento delle opere sociali ed educative della Chiesa in favore non di se stessa, ma della popolazione locale”.

Padre Jaeger ha spiegato che i negoziati su questi argomenti, che erano già stati definiti dieci anni fa, continueranno tra il 6 e il 9 settembre.

Quando arriverà questa data, il francescano auspica “che entrambe le delegazioni abbiano i poteri necessari per negoziare!”.