Riuniti a Roma i maggiori esperti sulla storia dei Concili

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CITTA' DEL VATICANO, giovedì, 16 settembre 2004 (ZENIT.org).- Dal 16 settembre fino a lunedì 20 settembre si svolgerà in Vaticano una riunione della Società Internazionale della Storia dei Concili.



“L’obiettivo della riunione – ha spiegato a ZENIT monsignor Walter Brandmüller, presidente di questa Società – è soprattutto la preparazione di un dizionario dei Concili in tre volumi che verrà pubblicato da Schöning, un importante editore tedesco”.

Alla riunione parteciperanno una ventina di studiosi, professori universitari provenienti da Italia, Germania, Stati Uniti e Spagna.

Brandmüller ha raccontato che la Società ha già pubblicato 28 volumi della storia dei Concili e che dal 1969 pubblica regolarmente l’annuario di Storia dei Concili.

Grazie a questo lavoro sono uscite le prime monografie sui Concili anche in Giappone, Cina, Korea e India.

Ma qual è l’attualità dei Concili? E quali insegnamenti si possono trarre dalla storia della Chiesa? Monsignor Brandmüller che è pure presidente del Pontificio Comitato di Scienze Storiche, ha affermato che: “I Concili sono importanti nella storia della Chiesa”.

“Pensi che nel Concilio di Pavia-Siena, cominciato a Pavia e successivamente trasferito a Siena nel 1423-1424 si discusse a lungo del primato di Pietro a cui si contrapponevano i conciliaristi”.

Su questo concilio Brandmüller ha pubblicato il libro edito da Cantagalli: “Il Concilio di Pavia-Siena 1423-1424. Verso la crisi del conciliarismo”.

“L’allora pontefice Martino V – ha raccontato il prelato – sciolse il Concilio con un colpo di mano, inviando il giovane Domenico Capranica, futuro grande cardinale, e allora appena 23enne”.

“Il Papa fece naufragare il concilio ecumenico, perché stava per provocare un nuovo scisma tra i cattolici. L’argomento principale era la struttura della Chiesa, ed in particolare il rapporto tra Primato di Roma ed episcopato”, ha poi affermato monsignor Brandmüller.

“Il re Alfonso V di Aragona era nemico di Martino V, perché il Papa aveva rifiutato di conferirgli il Regno di Napoli. E per questa ragione “Alfonso di Aragona strumentalizzò il partito conciliarista per i suoi scopi politici”, ha quindi spiegato.

“Per ordine di Martino V, Capranica andò a Siena recando con sè la bolla di scioglimento del Concilio e al momento giusto la fece affiggere al portale del Duomo. Era un giorno di carnevale, proprio quando sul campo di Siena si svolgevano i giochi più boccacceschi”.

“Durante questi sollazzi carnevaleschi i quattro presidenti del Concilio lasciarono la città a cavallo diretti verso Firenze e una volta tornati a Siena trovarono la bolla di scioglimento ad accoglierli”.

“Pochi studiosi parlano di questo Concilio, per alcuni esso non è mai stato fatto, in realtà il Concilio fu convocato da Martino V e i quattro decreti furono confermati dal Papa, quindi non c’è dubbio sulla sua ecumenicità”, ha infine concluso monsignor Brandmüller.