"Rivisitare criticamente il relativo diritto consuetudinario africano"

Il saluto di mons. dal Covolo al primo Convegno dell'area di ricerca "Studi interdisciplinari per lo sviluppo della cultura africana"

Roma, (Zenit.org) | 353 hits

Riportiamo di seguito il saluto rivolto questo pomeriggio dal Rettore Magnifico della Pontificia Università Lateranense, monsignor Enrico dal Covolo, al Primo Convegno del Dipartimento di Studi giuridici dell’area di ricerca “Studi interdisciplinari per lo sviluppo della cultura africana”, dedicato al tema “La tutela della persona tra consuetudine e diritto positivo in Africa. L’esempio dell’eredità”.

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Eminenze, Eccellenze,
Signori Ambasciatori, Autorità,
Professori e Studenti,
Ospiti e Amici tutti. 

Come già sapete, l’Area di ricerca dedicata agli “Studi interdisciplinari per lo sviluppo della cultura africana” è nata lo scorso anno, per accogliere e approfondire le sollecitazioni della Seconda Assemblea speciale per l’Africa del Sinodo dei Vescovi, svoltasi in Vaticano dal 4 al 25 ottobre 2009: esito di tale Assemblea fu l’Esortazione Apostolica Postsinodale Africae Munus, firmata dal papa emerito Benedetto XVI a Ouidah, il 19 novembre 2011, nel corso dell’ormai storica visita in Benin.

Proprio oggi ricorre il compleanno del papa Benedetto: in questa fausta ricorrenza giunga a lui il nostro augurio deferente, accompagnato dalla preghiera e dall’affetto.

Ricordo le parole ispirate, con cui esordiva la medesima Esortazione Apostolica Africae Munus: “L’impegno dell’Africa per il Signore Gesù Cristo”, vi ha lasciato scritto il papa emerito, “è un tesoro prezioso che affido, in questo inizio del terzo millennio, ai Vescovi, ai sacerdoti, ai diaconi permanenti, alle persone consacrate, ai catechisti e ai laici di quel caro Continente e delle Isole vicine. Questa missione porta l’Africa ad approfondire la vocazione cristiana” (n. 1). 

1. Con l’istituzione dell’Area di ricerca per lo sviluppo della cultura africana la Pontificia Università Lateranense ha inteso disporre le proprie competenze accademiche al servizio delle attese e delle urgenze della Chiesa in Africa.

Di fatto, l’obiettivo fondamentale, che l’Area di ricerca si propone, è la formazione dei formatori, cioè di persone qualificate e responsabili, cristianamente ispirate, capaci di inserirsi in maniera costruttiva nei vari ambiti dello studio e dell’insegnamento, della politica, dell’imprenditoria, della comunicazione.   

L’Area si articola in due Dipartimenti: quello delle Scienze Umane e Sociali, diretto dal prof. Martin Nkafu; e quello degli Studi Giuridici, fondato dal compianto prof. Gianluigi Falchi e diretto ora dal Prorettore, prof. Patrick Valdrini.

Noi oggi celebriamo il primo Convegno di questo secondo Dipartimento, riflettendo sulla Tutela della persona tra consuetudine e diritto positivo in Africa. L’esempio dell’eredità.

2. Nel mese di ottobre scorso ho avuto la grazia di partecipare al Sinodo dei Vescovi sulla nuova evangelizzazione. Nel Messaggio conclusivo, al n. 13, abbiamo scritto così: “Guardiamo a voi cristiani, uomini e donne, che vivete nei paesi dell’Africa, e vi diciamo la nostra gratitudine per la testimonianza che offrite al Vangelo, spesso in situazioni di vita umanamente difficili. Vi esortiamo a ridare slancio all’evangelizzazione ricevuta in tempi ancora recenti, a edificarvi come Chiesa ‘famiglia di Dio’, a rafforzare l’identità della famiglia, a sostenere l’impegno dei sacerdoti e dei catechisti, specialmente nelle piccole comunità cristiane. Si afferma inoltre l’esigenza di sviluppare l’incontro del Vangelo con le antiche e nuove culture. Un’attesa e un richiamo forte si rivolge al mondo della politica e ai governi dei diversi paesi dell’Africa, perché, nella collaborazione di tutti gli uomini di buona volontà, siano promossi i diritti umani fondamentali e il continente sia liberato dalle violenze e dai conflitti che ancora lo tormentano”.

Si accenna, in questo passaggio, a qualche cosa che tocca da vicino il nostro Convegno. Nel Messaggio del Sinodo, infatti, è auspicato l’incontro del Vangelo con le antiche e le nuove culture. Ebbene, nella cultura africana (una “nuova cultura”, rispetto all’antica cultura classica) appare molto importante il concetto di eredità. Eredità è precisamente quello che viene lasciato agli eredi, che vivranno dopo di noi. Significa lasciare non solo ciò che si ha, ma anche ciò che si è: la memoria degli antenati, per gli Africani, è ancor più forte che nelle altre tradizioni.

Proprio questo è il tema del Convegno odierno, che intende rivisitare criticamente il relativo diritto consuetudinario africano.

E’ questo l’impegno che ci sta davanti nelle due sessioni di lavoro di questo pomeriggio, entrambe rivolte alla Tutela della persona tra consuetudine e diritto positivo in Africa.

Cari Amici, l’Africa rimane sempre nel mio cuore!

Vi auguro un buon lavoro. 

+ Enrico dal Covolo