Russia: la religione a scuola diventa obbligatoria

Vietata durante il periodo sovietico, la materia era ritornata nel 2009 in alcune regioni del paese

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ROMA, martedì, 14 febbraio 2012 (ZENIT.org) - Il primo ministro russo Vladimir Putin ha approvato il decreto che sigilla il ritorno dell’insegnamento della religione in tutte le scuole dell’enorme Paese. Lo riferisce oggi l’agenzia AsiaNews.

Come ricorda il sito del PIME (Pontificio Istituto Missioni Estere), dopo l’esperienza “positiva” di un programma pilota avviato nel 2009 sui banche delle scuole medie di un gruppo di regioni prescelte, la materia diventerà obbligatoria dal prossimo anno scolastico.

Gli alunni delle scuole elementari e medie dovranno iscriversi a corsi generici sui “fondamenti della cultura religiosa” o “fondamenti di etica pubblica” o, in alternativa, frequentare un corso su una delle quattro religioni ritenute “tradizionali”, cioè il cristianesimo ortodosso, l’islam, l’ebraismo o il buddismo.

Fortemente appoggiata dalla sempre più influente Chiesa ortodossa russa, l’iniziativa ha suscitato anche reazioni negative e critiche. “Penso sia sbagliato dividere i bambini in gruppi secondo la fede religiosa, potrebbe causare molti problemi”, ha detto Ivar Maskurov, un esperto di religioni citato da AsiaNews.

Altre voci critiche hanno fatto notare la mancanza di insegnanti qualificati e di libri di testo adatti, come ha ammesso del resto la responsabile del ministero dell’Istruzione per l’insegnamento della religione, Elena Romanova. Per ordine del premier, il ministero ha dato nei giorni scorsi il via ai corsi di formazione per gli insegnanti di religione.

I corsi “dovrebbero essere impartiti da persone ben preparate, o da professori di teologia o da sacerdoti”, così ha detto Putin mercoledì scorso durante un incontro con i rappresentanti delle confessioni “tradizionali” della Russia, secondo quanto riferito da RIA Novosti (8 febbraio).

Secondo il premier, il programma pilota ha coinvolto circa mezzo milione di bambini e studenti, 20.000 insegnanti e 30.000 istituti scolastici.

Durante l’incontro, Putin ha toccato anche il tema delle interferenze governative. “Non intendiamo interferire nelle attività delle organizzazioni religiose. Lo Stato non lo farà in nessun caso”, ha assicurato il premier ed ex agente dei servizi segreti sovietici KGB. “Questo vale anche per l’auto-organizzazione all’interno delle nostre comunità religiose”, ha proseguito Putin, candidato alle elezioni presidenziali del 4 marzo prossimo.

Secondo il premier, gli istituti educativi religiosi devono avere gli stessi diritti delle scuole pubbliche, incluso l’accesso a fondi governativi. Questo vale anche per i salari degli insegnanti, ha aggiunto.

Durante l’incontro, l’arcivescovo Hilarion di Volokolamsk, capo del Dipartimento per le relazioni esterne del patriarcato di Mosca, ha parlato a Putin della persecuzione dei cristiani in Paesi come Iraq, Egitto, Pakistan ed India. L’esponente ortodosso ha chiesto al primo ministro, in caso di vittoria elettorale, di trasformare il tema in una delle priorità del suo mandato.