SAFI ELIS: una scuola che tempra il carattere e dà sapore al sapere

Francesca Stella racconta come è passata dal liceo all'istituto alberghiero, da Roma a Maratea, due scelte che l'hanno portata ad essere imprenditrice e chef!

Roma, (Zenit.org) | 446 hits

Francesca Stella nel 2004, all’età di 14 anni, ha preso l’importante decisione di cambiare completamente studi e trasferirsi da un Liceo romano all’Istituto Alberghiero ed Enogastronomico SAFI ELIS per realizzare il suo sogno: diventare chef. 

Dopo il diploma e grazie ai contatti con il mondo del lavoro creatisi già dai banchi di Scuola durante le attività stage, Francesca matura significative esperienze lavorative in Italia e all’estero. Trascorre tre anni tra Modena, Bologna, Parigi e Amsterdam lavorando in importanti ristoranti italiani ed internazionali, ma più passava il tempo ed aumentava l’esperienza professionale, tanto più Francesca ponderava quella che sarebbe stata la sua decisione per il futuro: tornare ad Amantea, il paese originario dei suoi genitori e aprire un ristorante. Detto fatto, a soli 22 anni, Francesca apre il suo ristorante “Magna Grecia”. 

“A Roma non c’era possibilità di lanciarsi nella ristorazione: servivano troppi soldi e la concorrenza era agguerrita, allora ho pensato di tornare nel paese d’origine dei miei genitori, che dopo l’iniziale diffidenza mi hanno sempre sostenuto e oggi sono diventati i primi clienti del mio locale”. 

Francesca apre la nuova attività in una terra profondamente ferita dalla difficile situazione economica, ma di questo non è spaventata e si concentra sul lavoro, impegnandosi a valorizzare quotidianamente i sapori della Calabria, realizzando dei gustosi piatti con prodotti tipici locali rivisitati in chiave salutista: “È una sorta di gastronomia in cui si gustano prodotti tipici della zona, rivisitati in chiave nutrizionista. Ogni giorno preparo piatti come la parmigiana di melanzane (gratinate, non fritte) lo sformato di fiori di zucca e le zucchine ripiene con crudo e provola silana”.  

Prima di lanciarsi in quest’avventura sono serviti anni di studio: “Ho trascorso un’estate sui libri, perché ho dovuto sostenere una serie di esami per l’iscrizione all’Istituto Professionale Paritario Servizi per l’Enogastronomia e l’Ospitalità Alberghiera SAFI ELIS. Lì ho ricevuto un’istruzione di altissimo livello: la mattina le lezioni e il pomeriggio la pratica con corsi di ristorazione. 

La differenza tra l’Istituto SAFI ELIS e gli altri istituti alberghieri sta nel come vengono insegnate le materie e nel come vengono trasmesse le nozioni. Ogni professoressa si dedica a ciascuna delle singole allieve in maniera diversificata. È un tipo di scuola che tempra il carattere di chi l’ha frequentata. Per me ha rappresentato un grande arricchimento sia a livello professionale che umano”. 

Non sono mancate rinunce e sacrifici: “Durante l’anno scolastico avevo poco tempo per uscire con le amiche, che non riuscivano a darsi una spiegazione. E anche d’estate le mie vacanze si chiamavano stage. Poi ancora studio: il corso di Alta Specializzazione in cucina all’Alma con il maestro Gualtiero Marchesi, laboratori con chef come Carlo Gracco, Paolo Lo Priore e Aurora Mazzucchelli. 

Fare lo chef è fatica, resistenza, costanza. Ci vuole tanta pazienza, tanta preparazione sia a livello teorico che pratico e soprattutto tanta passione. Questo è un mestiere che senza passione non si riesce a sopportare. 

I mesi di lavoro come dipendente in un wine bar romano me l’hanno fatto capire dal punto di vista pratico”. Dei tre anni di lavoro trascorsi tra l’Italia e l’Europa Francesca ricorda soprattutto una frase: “L’esempio è la migliore forma di insegnamento”, glielo ha detto Gualtiero Marchesi lo chef italiano più noto nel mondo. 

Oggi è anche la sua ricetta. Quella che cerca di portare a tavola ogni giorno “Mi auguro di fare sempre bene il mio lavoro e soprattutto mi auguro che il mio lavoro venga apprezzato e soprattutto che ciò che faccio piaccia sempre agli altri”.