Sale la febbre per la Giornata Mondiale della Gioventù 2008

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ROMA, giovedì, 13 aprile 2006 (ZENIT.org).- La preparazione della Giornata Mondiale della Gioventù di Sydney del 2008 sta avanzando con una collaborazione tripartita. La scorsa settimana sono stati presentati a Roma i progetti a numerosi livelli, e ciascuno ha dato il suo input: la Chiesa, i giovani e il Governo.



Rilevante è stata una conferenza stampa tenutasi la scorsa domenica presso la “Radio Vaticana” e che è seguita all’accoglienza della Croce della GMG. Nel corso della conferenza, Malcolm Turnbull, rappresentante ufficiale del Primo Ministro australiano, ha promesso una sovvenzione governativa di 20 milioni di dollari australiani (14,6 milioni di dollari statunitensi) alla Chiesa per l’occasione e ha riflettuto su importanti passi dell’Enciclica di Benedetto XVI “Deus caritas est”.

Turnbull si è fatto eco dei sentimenti della delegazione diplomatica quando ha definito la Giornata Mondiale della Gioventù un investimento nell’anima del Paese e del mondo.

“In un momento di crescenti cambiamenti globali, la Giornata Mondiale della Gioventù è per i nostri giovani un modo importante per riunirsi per affermare i nostri valori comuni di pace, tolleranza e comprensione”, ha osservato.

E’ per questa ragione che i Governi federale e statale della Nazione ospitante stanno mettendo a disposizione dell’iniziativa denaro, personale e attività. “Il Governo australiano, inoltre, sosterrà altri costi, come i visti e la sicurezza”, ha dichiarato Turnbull.

Perché tanta attenzione alla logistica e non alla religione?

Il Direttore per l’Evangelizzazione e la Catechesi della Giornata Mondiale della Gioventù 2008, Steve Lawrence, ha guidato i pellegrini in varie GMG.

Lawrence ha sottolineato che Sydney sta imparando dalle esperienze del passato che se la struttura logistica è debole questo può distogliere la gente dal vero significato dell’evento.

“Vogliamo fare attenzione ad ogni piccola cosa ora, di modo che il nostro accento possa alla fine concentrarsi sulla questione vera, grande”, ha detto a ZENIT. “Non vogliamo che i giovani vengano distratti da un qualsiasi tipo di disagio, ma che il loro corpo sia soddisfatto di modo che la loro mente e il loro cuore possano essere nutriti”.

“In alcune GMG del passato, i giovani sono rimasti senza cibo o hanno dovuto stare in fila per così tanto da perdere una catechesi o un incontro di preghiera. Questa volta ci siamo organizzati di modo che i giovani ricevano sia la colazione che i pacchetti con il pranzo al mattino, prima di iniziare le attività quotidiane, così non dovranno scegliere”.

Per aiutare i pellegrini a pregare, Lawrence ha detto che si stanno predisponendo “piccole tende con all’interno il Santissimo Sacramento, che devono essere distinguibili in tutta l’area perché i vari gruppi rimangano concentrati sulla preghiera”.

La preghiera verrà promossa nel Paese in primo luogo con uno spettacolare “Viaggio della Croce della Giornata Mondiale della Gioventù”.

“Una fase del viaggio che aspetto in modo particolare è portare la croce sul monte Kosciuszko, la nostra montagna più alta, e celebrare la Messa con la croce sulla cima della montagna”, ha detto sempre a ZENIT il Cappellano della Croce, padre Chris Ryan.

A quanti pensano di recarsi in Australia, il Governo presenta una sfida.

“I duemila anni di pellegrinaggio della Chiesa non sono mai stati limitati dalla geografia”, ha detto Malcolm Turnbull. “La fede cristiana è ricca di viaggi, sia terreni che spirituali. I Vangeli mostrano Gesù costantemente in movimento, mentre viaggia con i suoi amici e condivide i pasti con loro…”.

“Il concetto di viaggio, di pellegrinaggio, fa parte della storia cristiana da sempre, e voi che vi recherete in Australia nel 2008 seguirete le orme di milioni di cristiani che hanno viaggiato tanto e spesso in condizioni difficili in nome di Cristo”.

Lyndon Cox, leader dei Servizi per la Gioventù dell’Arcidiocesi di Sydney, ha affermato a ZENIT che “l’umore è alle stelle e tanti giovani che prima si potevano sentire in qualche modo persi nell’attività della Chiesa, ora comprendono di aver quasi ricevuto un nuovo posto nella vita: essere cioè coinvolti in qualunque cosa che sta accadendo e approfondire la propria fede aiutando nel contempo i coetanei a fare lo stesso in modo spettacolare, organizzato e spontaneo”.