Salva un bambino caduto dal secondo piano

La normalità del bene praticata da anonimi eroi sconosciuti

Roma, (Zenit.org) Antonio Gaspari | 243 hits

A guardare le prime pagine dei quotidiani, dei telegiornali, ad ascoltare i radiogiornali, sembra che disastri, morti, catastrofi siano le più diffuse notizie del pianeta. Eppure a ben vedere la realtà che domina il mondo è il bene praticato diffusamente.

Ed è proprio a confermare la normalità del bene che ci giunge la notizia di Luigi Barbanera, un agente di polizia penitenziaria che nel tempo libero pratica il calcio e gioca nel ruolo di portiere, il quale ha salvato un bambino di due anni caduto da un balcone.

Il Barbanera è agente nel carcere del Bassone e vive a Cantù in provincia di Como.

Nel pomeriggio di ieri, l’agente aveva finito il turno di servizio, è passato al centro perché doveva ritirare dei soldi allo sportello del bancomat.

Ad un certo punto ha sentito urlare una donna, non capiva le parole. Ha alzato gli occhi in alto e ha visto un bambino che precipitava dal balcone.

Ha avuto il tempo di prepararsi come un portiere che sta per parare un rigore.

Ha piegato le gambe, allargato le braccia e ha cercato di afferrare con forza e delicatezza quel bambino che stava per cadere al suolo.

L’impatto è stato forte. Il bambino pesava molto di più che un pallone da calcio. Barbanera è caduto al suolo, ma ha protetto il bambino. Lui si è lussato un polso. A causa deIl’impatto il bambino si è sbucciato il naso, ma nulla più. 

Poteva sfracellarsi al suolo, invece è sano e salvo, grazie a Barbanera che passava di lì, e che per hobby fa il portiere di calcio.

“E’ stata la mia miglior parata!”, ha raccontato l’agente ai cronisti.

Sembra che passanti e automobilisti che passavano in quel momento in via Milano a Cantù, abbiano applaudito la parata del Barbanera.

La misericordia ha salvato il piccolo Ryan, nigeriano di ventidue mesi, e Luigi potrà raccontare che la vita degli umani è piena di belle storie.