Salvaguardiamo il Creato e difendiamo la Vita!

L'amore per la natura non può diventare una scusa per promuovere una non-cultura contro l'essere umano

Roma, (Zenit.org) Carlo Climati | 445 hits

Anche quest’anno, il 1° settembre, si è celebrata la Giornata per la salvaguardia del Creato. E’ una ricorrenza bellissima, nata per sottolineare il rapporto tra l’essere umano e il mondo che ci circonda, dono di Dio da difendere e custodire con amore.

L’intenzione è buona. Ma bisogna fare i conti, purtroppo, con certi ambienti dominati dai cosiddetti “cattolici progressisti”, che contestano il pensiero della Chiesa e utilizzano la Giornata per la salvaguardia del Creato per trasmettere messaggi ben lontani dallo spirito cristiano. 

Il più evidente è quello della non-cultura contro la vita, figlia di una mentalità pessimista, secondo la quale la crescita della popolazione provocherebbe la progressiva fine del mondo. I profeti di sventura affermano che sulla Terra saremmo già in troppi. Di conseguenza, per evitare la catastrofe, sarebbe necessario ridurre fortemente le nascite ed incrementare l’uso della contraccezione, anche abortiva.

E’ questo l’esempio più classico di come, attraverso una presunta cultura ambientalista, sia possibile trasmettere concetti fuorvianti e contro la vita, anche in ambienti cattolici. Con la scusa dell’educare al rispetto della natura, si scade facilmente nel fanatismo. Si arriva al punto di credere che la nascita di un bambino possa rappresentare un rischio per l’intera umanità.

Il tormentone è sempre lo stesso: sulla Terra siamo in troppi. Dobbiamo mettere al mondo meno bambini. In questo modo certi cattolici “progressisti” strumentalizzano l’amore per la natura per promuovere l’uso della contraccezione e il controllo delle nascite.

Il nemico principale degli uccelli del malaugurio è l’enciclica di Paolo VI Humanae Vitae, considerata il principio di tutti i mali. Si tratta, in realtà, di un documento meraviglioso e profetico, che aveva previsto con grande anticipo il destino di una società schiacciata dalla non-cultura denatalista.

Oggi i giovani hanno già la tendenza a sposarsi tardi, con conseguente riduzione della fertilità. Senza contare che hanno la possibilità di praticare liberamente l’aborto, anche sotto forma di pillola. Se cominciamo a credere che ogni neonato possa rappresentare un passo verso la catastrofe ecologica, dove andremo a finire?

Alla base di questa mentalità catastrofista c’è uno spirito di profondo egoismo. Invece di aiutare concretamente i Paesi più poveri, si preferisce offrire loro pillole e preservativi. E’ un facile modo per scaricarsi la coscienza e per evitare d’affrontare realmente il problema della fame nel mondo.

Giovanni Paolo II, nell’Evangelium Vitae, ha criticato duramente la non-cultura denatalista, denunciando la mancanza, a livello internazionale, di interventi globali in favore dei Paesi poveri: serie politiche familiari e sociali, programmi di crescita culturale e di giusta produzione e distribuzione delle risorse.

Un altro possibile rischio che si manifesta in occasione della Giornata per la salvaguardia del Creato è quello di promuovere un ambientalismo di matrice neopagana, in cui l’amore per la natura viene strumentalizzato per condurre le persone sui sentieri della magia e della superstizione.

Questa mentalità si inserisce nel più vasto fenomeno del New Age, una specie di grande contenitore sincretista in cui convivono differenti idee, religioni, filosofie e pratiche esoteriche. Purtroppo questa mentalità, negli ultimi anni, ha contaminato una parte del mondo cattolico. Non è raro trovare sui sociali network sacerdoti o suore imprudenti che citano i pensieri di autori New Age, al posto dei testi cristiani. Fra gli elementi più tipici del New Age c’è una concezione della natura di tipo neopagano. La “Madre Terra” è considerata una specie di divinità, venerata nelle nuove forme di stregoneria e di occultismo.

Anche San Francesco d’Assisi parlava di “Madre Terra” nel Cantico delle Creature. Ma lo faceva in modo diverso, poetico, come ringraziamento al Signore. Oggi questo termine viene spesso strumentalizzato da ambienti esoterici e New Age per condurre sulla strada della magia e della superstizione.

I seguaci del New Age sono convinti che le pietre, le erbe, le fiamme e il vento contengano particolari energie, in grado di produrre effetti sulla vita quotidiana. Di conseguenza finiscono per diventare schiavi degli oggetti, degli amuleti e dei talismani.

Vediamo, perciò, come certe derive esoteriche si leghino facilmente ad una proposta d’amore per la natura che è ben diversa da quella cristiana. Partendo da una sincera sensibilità per i temi dell’ambiente, tante persone in buona fede rischiano di essere condotte su strade pericolose.

La Giornata per la salvaguarda del Creato non deve diventare un’occasione per incoraggiare l’aborto o adorare la Madre Terra, ma un invito a custodire e rispettare i doni che il Signore ci ha dato, con lo stesso spirito proposto da San Francesco. E’ questa la giusta strada da percorrere per non cadere nella trappola di non-culture superstiziose e contro la vita.