San Benedetto, realizzazione dell’ideale evangelico delle Beatitudini, afferma il Cardinal Poupard

Nell’omelia in occasione della festa per San Benedetto Abate

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MONTECASSINO, martedì, 21 marzo 2006 (ZENIT.org).- San Benedetto, la cui Solennità è stata celebrata questo martedì dall'Ordine Benedettino, realizza l’ideale evangelico delle Beatitudini, ha constatato il Cardinale Paul Poupard, Presidente dei Pontifici Consigli della Cultura e per il Dialogo Interreligioso.



Nella sua omelia in occasione della Celebrazione Eucaristica per San Benedetto Abate, Patrono d’Europa, tenutasi nell’Abbazia di Montecassino, il porporato ha ricordato come il Santo abbia realizzato “la Legge nuova di Cristo, accolta con spirito autenticamente cristiano”, ovvero “la legge dell’amore, che tocca il cuore dell’uomo per renderlo veramente grande e degno dell’amicizia del suo Creatore”.

Il “segreto” di San Benedetto, Patrono d’Europa e Padre Fondatore dell’Ordine Benedettino, è infatti riassunto nell’espressione della RegolaNihil amori Christi praeponere – nulla anteporre all’amore di Cristo”.

“E’ una parola che, riproposta insistentemente dal Santo Padre, deve toccare il cuore di ciascuno di noi, di ogni cristiano e, direi, di ogni cittadino d’Europa”, ha ricordato il Cardinal Poupard.

Non è un caso che il Santo Padre abbia scelto proprio l’amore di Dio come tema della sua prima Enciclica Deus Caritas est, ha osservato il porporato, sottolineando che “solo mettendo l’amore, e l’amore che ha la sua misura piena e perfetta in Cristo, al primo posto si può sinceramente ed efficacemente promuovere la pace, l’armonia ed il dialogo tra i popoli e le culture, la collaborazione e la solidarietà tra i Paesi più progrediti economicamente e quelli che hanno bisogno ancora dell’essenziale per la sopravvivenza”.

Porre l’amore di Cristo al primo posto, ha proseguito, significa che “l’uomo, ogni uomo, viene accolto e amato con gli occhi e la carità di Cristo stesso, il vero buon samaritano che si fa prossimo di ogni creatura affaticata nel suo quotidiano cammino, o dimenticata sulle difficili vie della vita”.

“Vuol dire saper mettere in second’ordine interessi, progetti e intenzioni personali, troppo spesso segnati da egoismo ed orgoglio, per lasciar spazio all’Amore, fonte della vita, che dona all’uomo la sua più autentica dignità, il suo valore intangibile, la sua piena libertà”, ha continuato.

San Benedetto seppe “farsi protagonista di un progetto rivelatogli dal Signore”, e rappresenta “quell’uomo di Dio che si dedica a costruire il tempio del Signore, che riedifica, cioè, non semplicemente l’edificio ecclesiale ma dedica tutte le sue forze a ricostruire la comunità dei credenti, il loro stile di vita e di testimonianza, la loro cultura come pure il tessuto umano della società del tempo”.

“E’ Benedetto che, ispirato dal Signore, si dedica a costruire l’evangelica ‘città posta sul monte’ affinché illumini tutti i popoli e li faccia progredire nella concordia fraterna e nella pace”, ha sottolineato il Cardinale.

Trasformando la sua condotta, San Benedetto è divenuto, “per molti popoli e generazioni, maestro di vita cristiana, esempio di unità e di fedeltà, annunciatore di pace, promotore di una cultura illuminata dal Vangelo, e così, profondamente trasformata, anche pienamente umana”.

La figura del Santo, “luminosa e straordinaria” continua ad esercitare ancor oggi un enorme fascino, “sia per la sua coraggiosa e chiara testimonianza di fedeltà a Cristo sia per la sua profonda conoscenza dell’animo umano e la geniale opera di rinnovamento culturale e sociale, realizzata capillarmente in tutta Europa attraverso la rete dei monasteri benedettini”, ha ricordato Poupard.

“L’esemplarità e la grandezza spirituale mai affievolita del Padre del monachesimo occidentale” è per il porporato proprio uno dei motivi che hanno spinto l’attuale Pontefice ad assumere il nome di Benedetto.

Nella sua prima Udienza generale, mercoledì 27 aprile 2005, il Papa ha infatti ricordato che San Benedetto “costituisce un fondamentale punto di riferimento per l’unità dell’Europa e un forte richiamo alle irrinunciabili radici cristiane della sua cultura e della sua civiltà”.

“All’inizio del mio servizio come Successore di Pietro – ha affermato il Papa in quella occasione – chiedo a san Benedetto di aiutarci a tenere ferma la centralità di Cristo nella nostra esistenza. Egli sia sempre al primo posto nei nostri pensieri e in ogni nostra attività!”.

La Celebrazione Eucaristica tenutasi questo martedì chiude il calendario di iniziative per San Benedetto partite l’11 marzo scorso e organizzate da Cassino e dall’Abbazia di Montecassino (cfr. ZENIT, 2 marzo 2006).