San Francesco e lo "spirito del perdono di Assisi"

Una riflessione a 27 anni dallo storico pellegrinaggio di Giovanni Paolo II

Roma, (Zenit.org) Pietro Messa, O.F.M. | 267 hits

Lunedì 27 ottobre 1986 papa Giovanni Paolo II convocò ad Assisi una giornata di pellegrinaggio, digiuno e preghiera per la pace a cui furono invitati i rappresentanti di tutte le religioni. Tale avvenimento diede avvio a un movimento di riflessione, incontri e opere che videro una conferma e approfondimento nell'incontro voluto da papa Benedetto XVI venticinque anni dopo, il 27 ottobre 2011.

Se l'origine di questo intreccio di dialogo e missione è recente, soprattutto dal concilio Vaticano II, tuttavia elementi importanti si ritrovano nella vicenda di san Francesco d'Assisi, come testimonia ad esempio nella Regola non bollata, dove indica il modo di comportasi di coloro che vanno tra i mussulmani: «I frati poi che vanno tra gli infedeli possono comportarsi spiritualmente in mezzo a loro in due modi. Un modo è che non facciano liti né dispute, ma siano soggetti ad ogni creatura umana per amore di Dio e confessino di essere cristiani. L’altro modo è che, quando vedranno che piace al Signore, annunzino la parola di Dio perché essi credano in Dio onnipotente Padre e Figlio e Spirito Santo, creatore di tutte le cose, e nel Figlio redentore e salvatore, e siano battezzati, e si facciano cristiani, poiché, se uno non sarà rinato dall'acqua e dallo Spirito Santo, non può entrare nel regno di Dio» (Fonti Francescane, 43).

Contrariamente a quanto spesso si afferma non vi è in san Francesco nessun "cristianesimo anonimo" perché nel primo modo devono confessare di essere cristiani, e neppure la rinuncia alla missione, perché l'Assisiate afferma che «se uno non sarà rinato dall'acqua e dallo Spirito Santo, non può entrare nel regno di Dio». 

A questo proposito scrive padre Carlo Paolazzi: «I due "modi" sono evangelicamente, storicamente e teologicamente commisurati al mondo dei credenti musulmani: di contro alla sperimentata, inutile violenza delle crociate, ecco lo stile della mitezza e della testimonianza cristiana; a completamento del comune monoteismo derivato dalla fede abramitica, ecco l’annuncio del mistero trinitario e della redenzione nel Verbo incarnato per mezzo dei sacramenti affidati alla Chiesa».

***

Per un approfondimento: Francesco e il Sultano. Atti della Giornata di Studio (Firenze, 25 settembre 2010), Firenze 2011.