San Giuseppe, il Padre della Nuova Evangelizzazione

A lui Benedetto XVI, indicendo l'Anno della Fede, ha affidato tutti i Pastori della Chiesa Universale

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di Anita Bourdin

ROMA, martedì, 13 marzo 2012 (ZENIT.org) - Marzo è il mese di San Giuseppe, che la Chiesa celebra lunedì prossimo, il 19 marzo. Oggi, il santo patrono del Concilio Vaticano II sembra proporsi come il “padre della nuova evangelizzazione” e “il santo patrono del terzo millennio”. Lo suggerisce un’iniziativa unica lanciata dal vescovo della diocesi francese di Fréjus-Toulon, monsignor Dominique Rey. Una sorta di “epifania” di San Giuseppe, mentre si profila all’orizzonte l’Anno della Fede.

L’anello del pescatore

Sabato 17 marzo, la diocesi di Fréjus-Toulon sarà infatti consacrata all’intercessione di San Giuseppe, alla quale si è preparata con una novena disponibile sulla pagina web della diocesi. È un’iniziativa che si inserisce nella tradizione locale - il pellegrinaggio a Cotignac - e nella prospettiva dell’Anno della Fede, che inizia l’11 ottobre prossimo, nel 50° anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II.

San Giuseppe ha avuto un ruolo speciale nella preparazione del Concilio Vaticano II, dato che Papa Giovanni XXIII lo scelse come protettore dell’evento, con la sua lettera apostolica in lingua italiana Le voci, del 19 marzo 1961. Nel testo, il beato Giovanni XXIII ricorda “le voci che da tutti i punti della terra arrivano sino a Noi” e i documenti dei suoi predecessori, da Pio IX a Pio XII, su San Giuseppe. Nel suo documento, il Papa propose inoltre che in data 19 marzo l’altare di San Giuseppe nella basilica vaticana “si rivesta di splendore novello, più ampio e più solenne” per diventare “punto di attrazione e di pietà religiosa per singole anime, per folle innumeri”.
Giovanni XXIII fece un altro gesto per sigillare meglio l’alleanza “conciliare” con San Giuseppe quando, nell’ottobre 1962, fece dono del suo anello papale – noto anche come l’Anello del Pescatore - al Santo Falegname di Nazareth, offrendolo al santuario polacco di Kalisz, dove si venera un dipinto di san Giuseppe ritenuto “miracoloso”.

È stato sempre il beato Giovanni XXIII, che ha fatto inserire la menzione di San Giuseppe nel Canone della Messa, come aveva annunciato nel suo discorso di chiusura della prima sessione del Consiglio, l’8 dicembre 1962. San Giuseppe lo aveva accompagnato fin dall’infanzia: del resto, non si chiamava Angelo Giuseppe Roncalli?

Il santuario di Knock

Il gesto di Giovanni XXIII ha ispirato poi l’Atleta di Dio, cioè Giovanni Paolo II, che lo ha citato quando, a sua volta, ha donato l’Anello del Pescatore a San Giuseppe, cui era devoto sin dalla sua infanzia. Come suo padre, si chiamava infatti Karol Jozef Wojtyla. L’anello è stato collocato dal cardinale Franciszek Macharski, arcivescovo di Cracovia, nella chiesa del Carmine, santuario dedicato a san Giuseppe, il 19 marzo 2004.

All’inizio del suo pontificato, il 30 settembre 1979, Giovanni Paolo II si è recato anche in un altro santuario, a Knock, in Irlanda, circa 220 km a nord ovest di Dublino, dove è attestata un’apparizione – muta – di San Giuseppe. Era l’anno del primo centenario dell’apparizione del 21 agosto 1879, quando la Vergine Maria, San Giuseppe, San Giovanni Evangelista, l’Agnello Pasquale e degli angeli apparvero a più di 15 persone - dai 6 ai 75 anni, uomini, donne e bambini - sul timpano della chiesa locale.

Il Papa polacco ha ricordato l’importanza di San Giuseppe per la vita della Chiesa nella sua Esortazione apostolica Redemptoris Custos (15 agosto 1989), un secolo dopo l’enciclica di Papa Leone XIII Quamquam Pluries (15 agosto 1889), sulla devozione a San Giuseppe. Nel documento, Karol Wojtyla ha ribadito anche l’importanza di un altro gesto compiuto da un suo predecessore, Papa Pio IX nel 1870. “In tempi difficili per la Chiesa, Pio IX, volendo affidarla alla speciale protezione del santo patriarca Giuseppe, lo dichiarò «Patrono della Chiesa cattolica»”, ha ricordato Giovanni Paolo II.

Per farlo, Pio IX aveva scelto una data mariana: l’8 dicembre. Ma già fin dall’inizio del suo pontificato, 10 dicembre 1847, Pio IX aveva stabilito la festa e l’ufficio del Patrocinio di san Giuseppe, fissato alla terza domenica dopo Pasqua.

La fede e l’azione di Joseph Ratzinger

Da parte sua, Benedetto XVI ha recentemente emanato un Anno della Fede, in concomitanza con il 50° anniversario del Concilio Vaticano II. In più occasioni, Benedetto XVI ha invitato i cattolici a mettersi alla scuola di San Giuseppe, di avere con lui un “dialogo spirituale”, legato ad un rinnovamento della fede. Prima dell’Angelus del 18 dicembre 2005, ad esempio, disse: “è quanto mai opportuno stabilire una sorta di colloquio spirituale con San Giuseppe, perché egli ci aiuti a vivere in pienezza questo grande mistero della fede”.

Il 18 marzo 2009, a Yaoundé (Camerun), il Papa ha dedicato la sua omelia al suo santo patrono. Rivolgendosi a tutti i componenti del popolo di Dio, ha concluso dicendo che in san Giuseppe non vi è alcuna “separazione tra fede e azione”. “Cari fratelli e sorelle, la nostra meditazione sull’itinerario umano e spirituale di San Giuseppe, ci invita a cogliere la misura di tutta la ricchezza della sua vocazione e del modello che egli resta per tutti quelli e quelle che hanno voluto votare la loro esistenza a Cristo, nel sacerdozio come nella vita consacrata o in diverse forme di impegno del laicato. Giuseppe ha infatti vissuto alla luce del mistero dell’Incarnazione. Non solo con una prossimità fisica, ma anche con l’attenzione del cuore.

Giuseppe ci svela il segreto di una umanità che vive alla presenza del mistero, aperta ad esso attraverso i dettagli più concreti dell’esistenza. In lui non c’è separazione tra fede e azione. La sua fede orienta in maniera decisiva le sue azioni. Paradossalmente è agendo, assumendo quindi le sue responsabilità, che egli si mette da parte per lasciare a Dio la libertà di realizzare la sua opera, senza frapporvi ostacolo. Giuseppe è un ‘uomo giusto’ (Mt 1,19) perché la sua esistenza è ‘aggiustata’ sulla parola di Dio”.

L’Anno Sacerdotale

Il 19 Dicembre 2010, IV Domenica di Avvento, Benedetto XVI ha riflettuto sull’Annuncio a Giuseppe prima dell’Angelus, affidando alla sua protezione tutti i sacerdoti del mondo, sottolineando il ruolo del “padre legale” di Gesù nel piano di salvezza di Dio. “San Giuseppe annuncia i prodigi del Signore, testimoniando la verginità di Maria, l’azione gratuita di Dio, e custodendo la vita terrena del Messia. Veneriamo dunque il padre legale di Gesù (cfr. CCC, 532), perché in lui si profila l’uomo nuovo, che guarda con fiducia e coraggio al futuro, non segue il proprio progetto, ma si affida totalmente all’infinita misericordia di Colui che avvera le profezie e apre il tempo della salvezza”, ha detto il Papa.

“Cari amici, a san Giuseppe, patrono universale della Chiesa, desidero affidare tutti i Pastori, esortandoli ad offrire "ai fedeli cristiani e al mondo intero l’umile e quotidiana proposta delle parole e dei gesti di Cristo (Lettera Indizione Anno Sacerdotale)”, ha proseguito Joseph Ratzinger.

Rivolgendosi ai pellegrini di lingua francese, ha ricordato in occasione della preparazione al Natale l’“ospitalità” data dall’uomo a Dio stesso: “Come Giuseppe e Maria, sua sposa, possiamo offrire ospitalità a Dio che viene da noi sotto la figura di un bambino umile e fragile, pieno di amore e di tenerezza per tutti gli uomini!”.

Fratel André e Cotignac

Domenica 17 ottobre 2010, a Roma, Benedetto XVI ha canonizzato anche il religioso canadese apostolo di San Giuseppe, il fratel André Bessette (1845-1937), che fece costruire l’Oratorio san Giuseppe del Mont Royal, di cui rimase il fedele guardiano fino alla sua morte.

Da parte sua, la diocesi di Fréjus-Toulon ha sul suo territorio il santuario di Cotignac, affidato ai Fratelli di San Giovanni, dove nel giugno 1660 il Santo Custode apparve ad un pastore ventiduenne della Provenza, Gaspard Ricard, indicandogli una grande roccia e dicendo semplicemente: “Sono Giuseppe, spostala e tu berrai”.

Venendo in pellegrinaggio a Cotignac solo dieci giorni dopo la sua ascesa al trono,  Luigi XIV l’anno successivo, il 19 marzo 1661, affidò la Francia alla protezione di San Giuseppe.

[Traduzione dal francese a cura di Paul De Maeyer]