San Paolo: un progetto per l'orto del Monastero

Il sito archeologico della Basilica romana sarà fruibile ai visitatori

Roma, (Zenit.org) Paola Cusumano | 330 hits

Giovedì 27 Giugno 2013 si è svolta, presso l’atrio della Basilica di San Paolo Fuori le Mura (successivamente F.l.m.), una conferenza sulla presentazione del sito archeologico - rinvenuto sotto parte dell’Orto del Monastero Benedettino - e del progetto di fruizione dello stesso da parte dei visitatori.

Al tavolo hanno partecipato illustri rappresentanti degli Enti ecclesiastici, museali e universitari. Moderatore della conferenza è stato sua Sua Eminenza, il card. James Michael Harvey, Arciprete della Basilica Papale di San Paolo F.l.m.

L’avvio ai lavori è stato dato dall’Abate Power del Monastero Benedettino di San Paolo F.l.m., a cui si deve la straordinaria sensibilità di aver concesso alcuni spazi monastici all’indagine archeologica. Egli ha posto l’attenzione su quattro concetti: la continuità storica su cui si fonda il complesso episcopale e quello monastico paolino; continuità fatta di diversità di tempi, uomini e mezzi che si sono presi massima cura del luogo custode della Memoria dell’Apostolo delle Genti. Stabilità senza la quale non è possibile mantenere vivo un luogo e la sua memoria; stabilità che è anche e soprattutto presenza monastica. Ed infine spiritualità perché tutto ciò che di materiale gli scavi hanno restituito altro non palesa se non l’intento umano di elevarsi spiritualmente verso Dio, recandosi in uno dei più straordinari luoghi di preghiera, sede di uno dei massimi esponenti del Cristianesimo.

La parola è poi passata al dott. Antonio Paolucci Direttore Musei Vaticani, che ha fatto immaginare al pubblico cosa dovesse aver visto l’Imperatore Carlo Magno agli inizi del IX sec., quando in visita a Roma si trovò di fronte alle strutture di cui sono stati rinvenuti i resti. L’Imperatore vide la ricchezza della basilica paolina, il monastero, le annesse strutture di assistenza ai pellegrini dette abitacula pauperibus ed infine portici e porticati di accesso. Il tutto costruito con sapiente riutilizzo di materiali antichi di spoglio, caratteristica questa dell’edilizia altomedievale del VIII sec.

La realizzazione materiale degli scavi archeologici è stata condotta, su mandato dei Musei Vaticani, e con il permesso del Monastero Benedettino, dal Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana (PIAC), il cui Direttore, Prof. Fiocchi Nicolai, si è soffermato specificamente sull’aspetto archeologico. Per esso si rimanda alla analitica esposizione rintracciabile sul sito internet della Basilica di San Paolo, alla prossima uscita del Volume dei Lavori della campagna di scavo stessa e soprattutto ad una visita al sito archeologico.

La conferenza si è conclusa con l’intervento del Prof. Carbonara, Direttore della Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio della Università La Sapienza di Roma, responsabile del restauro delle strutture. Elogiando il buon coordinamento tra l’Università la Basilica il Monastero il PIAC e i Musei Vaticani, il Prof. si è soffermato sull’importanza di garantire una continua manutenzione delle strutture, perché compito del restauro è quello di far percepire al visitatore più di quanto materialmente sussiste: solo così egli si sentirà realmente partecipe e coinvolto.

Dopo la chiusura dei lavori una visita guidata al sito archeologico ha dato modo di soffermarsi anche a trattare il tema dello Studio di progetto per la fruizione del sito. Gli architetti pensano ad un sistema di passerelle “dinamiche” che seguano il percorso delle emergenze archeologiche senza tagliarle ortogonalmente: il visitatore avrà così la sensazione di calarsi all’interno delle stesse e non di essere un mero osservatore esterno. Le passerelle lo accompagneranno in “isole” in cui sono disposti pannelli esplicativi, dove oltre al testo sono presenti immagini ricostruttive di modo da rendere più facilmente comprensibile la struttura.Il progetto mira a far percepire al visitatore la fortuna di ammirare e sentire tanta Grazia in questo antico ma sempre presente spazio.