Santa Sede all'ONU: i genitori hanno il diritto di insegnare la sessualità

Le famiglie non possono sottrarsi alle responsabilità

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NEW YORK, venerdì, 29 luglio 2011 (ZENIT.org).- Le politiche delle Nazioni Unite sulla gioventù dovrebbero rispettare il diritto dei genitori di educare i propri figli, anche nel campo della sessualità umana e della “salute riproduttiva”.

L'Arcivescovo Francis Chullikatt, Osservatore Permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite, lo ha osservato questo giovedì intervenendo al meeting di alto livello dell'ONU sulla gioventù.

“Ogni giovane dovrebbe poter essere allevato in un ambiente in cui possa crescere e imparare, ovvero in una comunità e in una società caratterizzate da pace e armonia, libere da qualsiasi violenza e discordia. Ogni bambino, per lo sviluppo pieno e armonioso della sua personalità, dovrebbe crescere in un ambiente familiare, in un'atmosfera di felicità, amore e comprensione”, ha dichiarato l'Arcivescovo.

Il rappresentante della Santa Sede ha segnalato che un ambiente di questo tipo “promuoverà la cittadinanza positiva e responsabile che è fondamentale per il bene comune dell'umanità”.

La responsabilità morale e il rispetto per gli altri si imparano in famiglia, ha proseguito l'Arcivescovo Chullikatt.

“La famiglia ha un ruolo importante da svolgere nell'educare i figli a sviluppare tutte le loro capacità e nel formarli perché acquisiscano valori etici e spirituali e siano profondamente attaccati alla pace, alla libertà e alla dignità e all'uguaglianza di tutti gli uomini e le donne”, ha dichiarato.

“La famiglia, fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, è l'unità naturale e fondamentale della società e deve esserle garantita protezione da parte della società e dello Stato”.
 
Il presule 58enne ha quindi ricordato alle Nazioni Unite che “i genitori – madre e padre insieme – hanno la responsabilità primaria dell'educazione e dello sviluppo dei propri figli per aiutarli a diventare cittadini e leader virtuosi”.

“I genitori non possono abdicare da questo ruolo fondamentale”, ha segnalato.

Allo stesso modo, gli Stati “sono chiamati, conformemente agli strumenti internazionali, a rispettare le responsabilità, i diritti e i doveri dei genitori a questo riguardo”.

“Le politiche giovanili, i programmi, i piani d'azione e gli impegni approvati dagli Stati membri devono rispettare pienamente il ruolo dei genitori nei confronti del benessere dei figli e della loro educazione”, ha detto il rappresentante della Santa Sede, “anche nel settore della sessualità umana e della cosiddetta 'salute sessuale e riproduttiva', [che] non dovrebbe includere l'aborto”.