Santa Sede: l’ONU deve promuovere il rispetto dei trattati

L’Organizzazione è fondamentale per i rapporti tra gli Stati

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NEW YORK, lunedì, 29 ottobre 2007 (ZENIT.org).- La Santa Sede ha espresso la speranza che le Nazioni Unite possano giocare un ruolo chiave nell’assicurare il rispetto dei trattati internazionali.



L’Arcivescovo Celestino Migliore, osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite, lo ha affermato venerdì alla 62ª Assemblea Generale, intervenendo sulla questione del primato della legge a livello nazionale e internazionale.

“Il ruolo delle Nazioni Unite nella creazione e nell’implementazione dei trattati internazionali è fondamentale. Assicurando che i principi del libero consenso, della buonafede e del ‘pacta sunt servanda’ siano rispettati, questa organizzazione garantisce che i rapporti tra gli Stati siano regolati da trattati internazionali applicabili e siano governati dalla ragione, dalla giustizia e da negoziati onesti, piuttosto che da paura, forza o manipolazione”.

“Nel far rispettare questi trattati, le Nazioni Unite devono essere un arbitro neutrale e devono rispettare l’intento e il desiderio delle parti. Un sistema di trattati che diventi opaco e inaffidabile per gli Stati membri corre il rischio di minare le basi del primato della legge e sminuisce la credibilità e la legittimità delle Nazioni Unite come promotrici e garanti del diritto internazionale”.

L’Arcivescovo Migliore ha ad ogni modo notato che alcuni Stati non hanno la “capacità tecnica di far fronte a tutti i loro obblighi internazionali”.

“L’assistenza tecnica a questi Paesi è quindi di fondamentale importanza se si devono rispettare il diritto internazionale e i trattati”, ha detto.

Terrorismo

Quanto al terrorismo, l’Arcivescovo ha osservato che “il primato della legge a volte è difficile da applicare a terroristi che ne hanno poco rispetto o non l’hanno affatto”.

“Gli Stati non devono prendere misure antitetiche ai principi che danno loro legittimità attraverso il primato della legge”.

L’Arcivescovo Migliore ha riferito che la delegazione della Santa Sede crede che ci sia bisogno di continuare il dibattito sul modo di trattare con Stati o organizzazioni che commettono crimini contro l’umanità.

“Ulteriori progressi sono stati fatti anche nel Documento sui Risultati del Summit Mondiale con il quale, tra le altre cose, tutti gli Stati membri hanno affermato la responsabilità internazionale collettiva di difendere le popolazioni da genocidio, crimini di guerra, pulizie etniche e crimini contro l’umanità, e la loro volontà di agire in modo tempestivo e deciso a questo scopo, attraverso il Consiglio di Sicurezza, quando i mezzi pacifici si dimostrano inadeguati e le autorità nazionali non riescono manifestamente a farlo”.

“La mia delegazione crede che ci sia bisogno di perseguire il dibattito e la codifica giuridica lungo questa linea, in cui la sovranità non viene compresa come un diritto assoluto e usata come scudo contro il coinvolgimento esterno, ma come responsabilità non solo di difendere i cittadini, ma anche di promuovere il loro benessere”, ha commentato.

“Attraverso la creazione di norme legali, arbitrato di dispute legali e istituzione di salvacondotti, soprattutto quando gli Stati falliscono nel loro compito difensivo, le Nazioni Unite sono chiamate ad essere il forum propulsivo per il primato della legge in ogni angolo del globo”.