Santa Sede: la comunità internazionale deve bandire gli esperimenti nucleari

Intervento di monsignor Banach a Vienna

| 731 hits

VIENNA, giovedì, 4 ottobre 2007 (ZENIT.org).- La comunità internazionale deve bandire gli esperimenti nucleari, ha affermato monsignor Michael Banach intervenendo in questi giorni a Vienna in rappresentanza della Santa Sede alla V Conferenza per promuovere l’entrata in vigore del Trattato sull’Interdizione Globale degli Esperimenti Nucleari (CTBT).



Al Trattato, firmato nel 1996, aderiscono 177 Paesi, ma solo 140 l’hanno ratificato. Mentre tra i non firmatari figurano Stati Uniti, Cina, India, Pakistan, Iran e Corea del Nord.

L’entrata in vigore del Trattato è urgente e necessaria nell’attuale contesto “caratterizzato dalla minaccia del terrorismo e dalle crisi nelle relazioni internazionali”, ha detto monsignor Banach, che è rappresentante permanente della Santa Sede presso l’Agenzia Internazionale dell’Energia Atomica e rappresentante papale presso la Commissione Preparatoria del Trattato sull’Interdizione Globale degli Esperimenti Nucleari (CTBTO).

Per questo motivo, “le misure adottate per combattere il terrorismo nucleare e, più in generale, gli strumenti nazionali e internazionali per impedire alle organizzazioni criminali e ad altri attori non-statali di possedere armi di distruzione di massa devono essere i benvenuti”.

Il rappresentante vaticano ha sottolineato la necessità che gli Stati riprendano il processo del disarmo nucleare, esortando l’implementazione del Trattato di Non-Proliferazione delle Armi Nucleari del 1968 e una dichiarazione di un bando generale dei test nucleari.

Questi ultimi, ha spiegato, “sono dettati dal desiderio di sviluppare armi sempre più e pericolose” e sono quindi “indicativi di una ‘cultura di guerra e di morte’ che mette a rischio non solo la pace, ma – data la natura particolarmente distruttiva delle armi nucleari – l’esistenza stessa della famiglia umana”.

Tali armi, infatti, “data la loro capacità distruttiva, sono in grado di eliminare gli stessi popoli che dicono di proteggere e difendere”, oltre ad avere “indiscriminati effetti radioattivi”, “dannosi per la vita e la salute degli esseri umani e per l’ambiente”.

“La dichiarazione di un bando generale sui test nucleari è perciò un dovere della comunità internazionale verso tutti i popoli”, ha osservato il delegato vaticano.

“La Santa Sede approva l’uso della tecnologia nucleare per scopi pacifici”, ma sostiene “due necessarie condizioni: l’abbandono di progetti nucleari ostili e il bando generale dei test nucleari”, ha concluso.