"Santo Padre, la sua Parola è luce per affrontare le sfide di oggi"

Il saluto del cardinale Bagnasco a Papa Benedetto XVI durante la 64a Assemblea Generale della CEI a Roma

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ROMA, giovedì, 24 maggio 2012 (ZENIT.org) - Riportiamo l'indirizzo di saluto che il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha rivolto al Santo Padre Benedetto XVI, durante la 64a Assemblea Generale della CEI che ha preso il via, a Roma, lunedì 21 maggio e si concluderà domani, venerdì 25 maggio.

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Beatissimo Padre,

la Sua presenza tra noi è sempre il momento più atteso dell’Assemblea generale e i Vescovi desiderano esprimerLe sincera gratitudine per l’attenzione con cui guida la Chiesa che è in Italia e segue il nostro amato Paese, sostenendo tutti - credenti e non credenti - con l’intraprendenza della Sua parola e la luce della Sua testimonianza. La Sua quotidiana sollecitudine si manifesta visibilmente nelle Sue Visite pastorali, come in quella più recente alla Chiesa di Arezzo-Cortona-Sansepolcro o in quella ormai imminente a Milano per l’Incontro mondiale delle famiglie.

Come Vescovi, sentiamo il bisogno di confermare davanti a Pietro la responsabilità di dare voce ai problemi e alle difficoltà della nostra gente, ma anche la missione di farci interpreti delle attese e delle speranze del nostro popolo. In tale contesto, abbiamo ammirato nel Suo Magistero e nelle Sue scelte un’accentuazione appassionata che punta decisamente alla fede: o c’è o vi è il niente.

L’indizione dell’Anno della fede, e il prossimo Sinodo mondiale sull’evangelizzazione, sono una indicazione chiara del cammino da percorrere, non senza compiere a livello personale una decisa ripresa dell’atto di fede nella sua plausibilità e nei suoi contenuti.

Peraltro, come Chiesa italiana stiamo impegnandoci in questo decennio a riproporre l’educazione come l’orizzonte per restituire fiducia e prospettiva ad una società che è segnata da una crisi che non è solo economica, ma più profondamente etica e culturale. E’ necessario riprendere ad educare innanzitutto alla fede persuasi che «la fede non deve essere presupposta ma proposta […] deve essere sempre annunciata» (Benedetto XVI, Discorso in Apertura del Convegno pastorale della diocesi di Roma, 13 giugno 2011).

In particolare, in questo nostro incontro abbiamo riflettuto sulla fede degli adulti e tra questi di quanti “ricominciano” a credere, dopo un tempo di distanza o di indifferenza. Occorre recuperare tutti la persuasione che è sempre possibile ‘ricominciare’ e che innumerevoli sono le occasioni esistenziali che la Grazia dissemina per incontrare Gesù.

Tra le circostanze favorevoli, il prossimo anniversario del Concilio Vaticano II, che veniva definito “transitus Domini” dal mio venerato predecessore il card. Antonio Poma. Ci impegniamo a fare del Concilio Vaticano II, di cui tutti ci sentiamo figli grati, la bussola del nostro impegno di evangelizzazione, in stretto collegamento con l’altro anniversario che è il ventesimo dalla pubblicazione del Catechismo della Chiesa Cattolica. Come da Lei amabilmente rimarcato: «Anno della fede, Anno del Concilio – per essere molto pratico – sono collegati imprescindibilmente".

Rinnoveremo il Concilio solo rinnovando il contenuto – condensato poi di nuovo – del Catechismo della Chiesa cattolica» (cfr. Benedetto XVI, Incontro con i Parroci di Roma, 23 febbraio 2012). Ci accostiamo dunque al giubileo conciliare con il passo consapevole di chi vuol fare memoria di una stagione straordinaria della vita di Chiesa, di quella che Ella ha definito «un autentico dono di Dio» (Benedetto XVI, ib) .

Padre Santo, ci benedica: in particolare benedica i giovani, le famiglie e le persone che sono nella sofferenza e nella difficoltà. Benedica noi e le nostre comunità. La Sua parola è luce per orientarsi e forza per affrontare le sfide di una cultura che esige una risposta dolce e persuasiva, così come è rivelato dal Suo instancabile servizio alla Chiesa e al mondo.

Grazie.