Savino Pezzotta invita tutti a manifestare per il Family Day

“Vogliamo che sia una piazza di proposta, non di lotta o di opposizione”

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ROMA, giovedì, 10 maggio 2007 (ZENIT.org).- Mentre fervono i preparativi per il Family Day, che si svolgerà a Roma il 12 maggio, a fronte di una adesione sempre più vasta di associazioni, emergono però anche polemiche e tentativi di divisione.



Per smorzare un po' i toni e spiegare le vere ragioni del Family Day, Savino Pezzotta, già Segretario generale della Cisl, attuale Presidente della Fondazione per il Sud e portavoce del Family Day, ha pubblicato un appello sul suo sito (http://www.savinopezzotta.it/Diario/index.html).

Sulla giornata nazionale a sostegno e valorizzazione culturale oltre che sociale della famiglia, così com'è intesa dalla nostra Costituzione, Pezzotta ha notato che “si sono scritte molte cose non sempre rispettando il significato profondo di questa iniziativa”.

“A volte ho avuto l'impressione che si volesse confondere 1e idee attribuendo al manifesto di convocazione 'Più Famiglia' obiettivi che non contiene”, ha rilevato il portavoce del Family Day, che è anche membro del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace.

“In ogni modo, anche se il tentativo di sminuire la portata sociale di quest'evento è in pieno corso, non ci dobbiamo turbare”, ha avvertito.

L’ex Segretario generale della Cisl ha spiegato che è “facile intravedere in tutto ciò una latente preoccupazione politica che oggi non ha ragione di esistere, perché semmai la politica dovrebbe attrezzarsi per dare risposte concrete alle esigenze e ai valori che si manifestano, anche attraverso la piazza, invece che abbandonarsi alla polemica”.

Pezzotta ha poi parlato di una interpretazione strumentale del documento “Più Famiglia”, che è stato presentato come “un atto di divisione tra la comunità ecclesiale e il Paese, evocando una sorta d scontro tra laici e cattolici”, presentando questa manifestazione “come iniziativa politica contro il governo, oppure come manifestazione omofobica”.

Il portavoce del Family Day ha quindi affermato: “Ci battiamo per la famiglia perché vogliamo una società che sia fondata su un nuovo personalismo sociale. Ci interroghiamo con preoccupazione sull'indebolimento dell'istituto famigliare così come previsto dalla nostra Costituzione. Svuotato dall'interno, ci chiediamo, potrà ancora garantire quegli elementi di coesione e di crescita umana di cui oggi la nostra società ha enorme bisogno sia per il presente sia per potersi proiettare nel futuro”.

“Avvertiamo le enormi difficoltà di molte famiglie, soprattutto quelle dei ceti popolari che faticano a far quadrare il bilancio mensile: molte fanno fatica nel sostenere la responsabilità della procreazione ma anche della crescita e dell'educazione dei figli, e dispongono di risorse limitate - a diversi livelli - per assistere e accompagnare adeguatamente la relazione parentale intergenerazionale”, ha commentato Pezzotta.

In merito alla situazione demografica, il Presidente della Fondazione per il Sud ha sottolineato la preoccupazione per “il crescente declino demografico e le conseguenze che esso comporta dal punto di vista sia umano che economico: quella che ci attende è una società di anziani e di vecchi”.

“A dette questioni vogliamo tentare di trovare risposta, chiamando a raccolta tutte le forze politiche, sociali ed economiche per un impegno cooperativo e fattivo più stringente”, ha affermato.

“Quelli indicati – ha aggiunto Pezzotta – sono i temi e i problemi che il convenire a Roma il 12 maggio metterà in piazza. Vogliamo che sia una piazza di proposta, di discussione, di amicizia, non di lotta o di opposizione”.

“L'invito è rivolto a tutti e non è utile trincerarsi dietro un concetto limitato di aconfessionalismo e di laicità che suona come una sorta di agnosticismo, visto che la piazza sarà rigorosamente civile, laica e repubblicana, ma a favore della famiglia”, ha poi concluso.