“Scienza & Vita” propone un nuovo femminismo

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ROMA, venerdì, 8 giugno 2007 (ZENIT.org).- Di fronte alle nuove sfide della biomedicina e ai pericoli messi in evidenza dalla cancellazione delle differenze di genere nel processo di assimilazione delle donne agli uomini, è necessario elaborare un nuovo femminismo volto a valorizzare la specificità femminile e la complementarietà tra i due sessi.



E' quanto emerge dal secondo dei Quaderni dell'Associazione “Scienza & Vita” (http://www.scienzaevita.org), intitolato “Identità e genere”, nel quale si affrontano le diverse questioni legate al pensiero “gender”, che mira a destituire di significato la dualità maschio/femmina, operando una separazione sempre più netta tra la differenza sessuale biologica e la costruzione dell'identità, sociale e psicologica.

Come spiega nell’Introduzione la professoressa Lucetta Scaraffia, Direttore dei Quaderni di Scienza & Vita, dietro al termine gender e alla promozione di una prospettiva di genere si nasconde una ideologia che intende destrutturare la natura e l’identità naturale per favorire una sessualità mobile e revocabile a seconda del desiderio individuale.

La Scaraffia riporta il qualificato parere di Dale O’Leary , dell’Istituto di Ricerca per l’avanzamento delle donne (INSTRAW), autrice del libro “Maschi o Femmine? La guerra del genere” (Rubettino 2006) per affermare che la “prospettiva di genere è stata la linea ideologica adottata con forza da alcune delle principali agenzie delle Nazioni Unite e dalle organizzazioni non governative che si occupano di controllo demografico, con il sostegno della maggior parte delle femministe dei paesi occidentali, ma con l’opposizione dei molti gruppi nati a difesa della maternità e della famiglia, oltre che della Chiesa cattolica”.

Tuttavia, spiega ancora la Scaraffia, la vera ragion d’essere della “prospettiva di genere é quella sua utilizzabilità ai fini della totale normalizzazione della sessualità omosessuale”.

I gender studies, come discipline a pieno titolo, sono nati negli Stati Uniti all'inizio degli anni Settanta e si sono sviluppati, nel mondo anglosassone, sulla scia del femminismo e della militanza dei gruppi gay.

Secondo la docente di Storia all’Università “La Sapienza” di Roma, “il concetto di gender rappresenta infatti il primo passo per sviluppare in modo più ampio lo sganciamento dell’identità sessuale dalla realtà biologica, tanto che il gender incontra il suo logico sviluppo nell’approccio ‘queer’ cioè nella prospettiva dell’identità sessuale come scelta mobile e revocabile, anche più volte nel corso della vita dalla stessa persona”.

Per la Scaraffia “la teoria del gender, negando la differenza sessuale, trasforma in modo definitivo la cultura occidentale, cambiando completamente l’idea di natura e di identità naturale, il concetto di famiglia e di procreazione, tutti nodi fondamentali di qualsiasi sistema antropologico”.

“L’ancoraggio fisico della paternità in un corpo maschile e della maternità in un corpo femminile, costituisce un dato di fatto irriducibile e strutturante da cui non si deve prescindere”, sottolinea poi.

“Per questi motivi – conclude la Scaraffia – è importante rendersi conto della vera portata di questo cambiamento prima di prendere decisioni legislative su questi problemi, e magari contribuire, anche solo in modo passivo, alla diffusione della cultura del gender”.

Il Quaderno analizza l’ideologia del gender da vari punti di vista: genetico (Bruno Dalla Piccola); socioantropologico (Xavier Lacroix); filosofico (Laura Palazzoni); giuridico (Marco Olivetti); psicologico (Franco Potenzio).

La pubblicazione riporta anche una vivace polemica di Claudio Risè a proposito dell’accettazione delle coppie di fatto da parte di alcune amministrazioni regionali; un’analisi di Giulia Galeotti, che compara le legislazioni sul tema dei Pacs negli altri paesi europei, un contributo di Eugenia Roccella che illustra il rapporto fra i vari tipi di femminismo e il gender e la traduzione italiana del documento “Il genere: un problema multidisciplinare” della Conferenza Episcopale Francese.

Inoltre all’inizio del Quaderno è stato pubblicato il “manifesto tematico” dal titolo “Per un nuovo femminismo” in cui si respinge l’idea di una emancipazione femminile “intesa come liberazione della donna dal proprio destino biologico, cioè come negazione della maternità”.

In quest'ottica, il manifesto denuncia che “il ricorso all’aborto, la richiesta di nuove tecniche di generazione umana, l’imposizione di politiche di controllo demografico sono questioni che interpellano profondamente le coscienze e coinvolgono l’intera società”.

L’Associazione Scienza & Vita, sorta nel dicembre del 2005, prosegue l’impegno dell’omonimo Comitato che si è battuto con successo in difesa della legge 40 sulla procreazione assistita dal referendum abrogativo svoltosi nel giugno dello stesso anno.

Da allora ha esteso la sua azione ad altri ambiti legati alla ricerca e alle sue ricadute sulla vita umana: difesa della vita anche nelle fasi terminali, valorizzazione del femminile, attenzione sulla ricerca nell’ambito delle malattie rare, unita al sostegno alle famiglie colpite.

Fanno parte dell’Associazione personalità del mondo accademico, culturale, scientifico e giuridico.