Scienza e vita: convegno per far lievitare un dialogo a tutto campo

Il riconoscimento dei diritti inviolabili è alla base della democrazia

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ROMA, martedì, 15 novembre  2011 (ZENIT.org) - L’ottavo Convegno nazionale dell’associazione Scienza & Vita, che si svolgerà a Roma il 18 e 19 novembre prossimo, è stato presentato oggi alla stampa e avrà come tema centrale la relazione tra democrazia e il riconoscimento dei diritti inviolabili di ciascuno, dal concepimento fino alla fine naturale e, in particolare, quelli delle persone più vulnerabili.

L’evento sarà inaugurato dalla lectio magistralis del Cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana. Seguirà una tavola rotonda moderata dal direttore di Avvenire, Marco Tarquinio, alla quale parteciperanno gli onorevoli Angelino Alfano, Pier Luigi Bersani, Pier Ferdinando Casini e Roberto Maroni.

I temi del convegno che si svolgerà venerdì prossimo presso il Centro congressi Tv 2000, di via Aurelia, sono contenuti nel manifesto pubblicato nel marzo scorso dall’associazione Scienze e Vita, intitolato “Scienza e cura della vita: educazione alla democrazia”.

Monsignor Domenico Pompili, direttore dell’Ufficio Nazionale per le comunicazioni sociali della Conferenza Episcopale Italiana (CEI) ha dichiarato a ZENIT: “Si vuole far lievitare il dialogo tra la scienza, il mondo della cultura e dell’opinione pubblica, su temi delicatissimi di frontiera che hanno a che fare con la bioetica”.

Una discussione su questi argomenti, ha proseguito monsignor Pompili, che però dovrà essere “un dialogo a tutto campo che eviti le scorciatoie della polemica ideologica e della conflittualità permanente che spesso distolgono l’attenzione dai problemi veri e ci si lascia poi circoscrivere da aspetti piuttosto secondari”.

 “Il punto oggi davvero decisivo - ha osservato il presule -  è capire come attraversare questo processo di profonde trasformazioni tecnologiche che chiamano in causa l’uomo perché è necessario orientare questo sviluppo secondo criteri che siano a difesa dell’umano”.

Ha inoltre ricordato che esistono “delle scorciatoie pericolose che sono disattendere la cura della vita in nome di criteri funzionalisti e strumentali”.

A proposito della crisi economica in atto, monsignor Pompili ha precisato: “Tutti siamo consapevoli che questa crisi economica sia il frutto di un procedere, facendo leva soltanto su un piano individuale senza farsi carico dell’insieme”. E ha concluso indicando che “se non ci si cura dei beni delle persone più indifese e fragili, molto più difficilmente ci si prende cura dell’insieme della società”.

Il prof. Lucio Romano, copresidente nazionale dell’Associazione Scienza & Vita ha spiegato a ZENIT che “la declinazione del valore della vita, è una declinazione trina che deve avvenire non soltanto nell’ambito bioetico, ma in ambito biogiuridico e biopolitico”.

“Già da diversi anni la declinazione di questi valori ha bisogno - ha proseguito il professore dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum - di una ratificazione normativa a livello legislativo. Basi ricordare la legge 40, così come il dibattito ancora in corso sulle dichiarazione anticipata di trattamento e così via”.

Il che significa, ha spiegato Romano, “che l’esigenza dei vari parlamenti di legiferare, richiede una riflessione su determinati principi e valori di riferimento nel mondo dell’etica e dell’antropologia”.

In altri termini, ha proseguito il docente, “se non si riconosce il valore intrinseco di ogni essere umano, soprattutto nelle situazioni di particolare fragilità e vulnerabilità dal concepimento alla morte naturale, non esiste alcun diritto, non esiste la democrazia, perché se così non fosse prevarrebbe la legge del più forte sul più debole”.

La procreazione assistita nell’ordinamento civile italiano è disciplinata dalla legge n°40 del 19 febbraio 2004 sulle “Norme in materia di procreazione medicalmente assistita”, che pone una serie di limiti alla procreazione assistita, alla ricerca clinica e sperimentale sugli embrioni.

In merito ai tentativi di stravolgere la legge il prof. Romano ha sostenuto che “l’intervento e la sentenza ultima della Corte Costituzionale, ha dato luogo a un rivolgimento di base della legge 40, e ha portato a un grosso problema circa l’eccessivo numero di embrioni crioconservati e ora si pone il problema del destino degli embrioni orfani”.

Ha quindi aggiunto “certamente la legge 40 ha un grande significato di ordine etico e di ordine giuridico perché riconosce l’equilibrio dei diritti dei soggetti coinvolti, ivi compreso il diritto del concepito”.

E ha concluso: “Credo che questo debba essere il punto di partenza per un ulteriore dibattito e che vada a riconoscere appunto non soltanto il diritto del più forte ma anche quelli del più debole”.


Clicca qui per il download del Programma del 18 e 19 Novembre
http://www.scienzaevita.org/materiale/Invito_sito_27_10.pdf

Manifesto Scienza & Vita
http://www.scienzaevita.org/materiale/ManifestoSeV_2011_2012_AVVENIRE%201%287%29.pdf