Scoperta la fonte di radiazioni che ha impresso la Sindone?

Uno studio condotto da tre professori del Politecnico di Torino proverebbe che è stato il terremoto del 33 d.C. a generare le radiazioni che hanno impresso la Sindone e che hanno alterato la misurazione con il radiocarbonio

Roma, (Zenit.org) Antonio Gaspari | 824 hits

Con uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Nature (n. 337, pag. 594 anno 1989) i professori T.J. Phillips e R.E.M. Hedges si erano chiesti se la Sindone poteva essere stata impressa attraverso l'irradiazione di neutroni e se l'irradazione di protoni avrebbe potuto alterare la misurazione della datazione attraverso la prova condotta con il radiocarbonio.

Nessuna ragione fisica plausibile è stata ancora trovata per spiegare l'origine e la sorgente della radiazione che ha impresso sulle fibre di lino l’immagine dell'Uomo della Sindone.

Secondo i professori Alberto Carpinteri, Giuseppe Lacidogna e Oscar Borla, la fonte della radiazione che ha impresso la Sindone potrebbe essere generata dai terremoti verificatisi a Gerusalemme nel 33 d.C., in concomitanza con la morte di Gesù, quell’uomo che diceva di essere il Figlio di Dio.

Lo studio con il titolo Is the Shroud of Turin in relation to the Old Jerusalem historical earthquake? e sottotitolo Acoustic and other forms of energy emissions from fracture phenomena pubblicato da Meccanica - An International Journal of Theoretical and Applied Mechanics AIMETA (Springer Science+Business Media Dordrecht 2014), proverebbe che la rottura di rocce in compressione potrebbe generare una emissione di neutroni.

Sulla base delle sperimentazioni e dello studio fatto, gli autori sostengono che gli ultimi rilevamenti sulle emissioni di neutroni hanno portato a considerare la crosta terrestre come una fonte rilevante nel flusso di neutroni.

Nei laboratori del Politecnico di Torino sono stati effettuati test in compressione per campioni di roccia molto fragili. Sono state acquisite conferme sulle onde ad alta pressione generate nella crosta terrestre durante i terremoti, le quali possono innescare emissioni di neutroni.

A partire da queste evidenze sperimentali, i tre docenti del Politecnico di Torino hanno considerato l'ipotesi che le emissioni di neutroni generate dal terremoto hanno portato ad effetti sensibili su fibre di lino della Sindone.

Considerando i documenti storici attestanti la presenza nella parte vecchia di Gerusalemme di un disastroso terremoto avvenuto nel 33 d.C., gli autori suppongono che un evento sismico con magnitudo che vanno dall'8° al 9° grado della scala Richter avrebbe potuto produrre un flusso di neutroni termici in grado di fissare l'immagine della Sindone. 

Il flusso di elettroni avrebbe avuto un effetto di incremento di carbonio sulle fibre di lino della Sindone, per questo motivo la misura con il radiocarbonio ha fornito dati alterati.