Scritte sataniche: il segno di un vuoto nel cuore

I graffiti inneggianti al diavolo nascondono un disagio profondo, sul quale dovremmo interrogarci

Roma, (Zenit.org) Carlo Climati | 872 hits

“Sui muri scritte e inni a Satana: E’ allarme sette”. E’ il titolo di un articolo pubblicato ieri sul quotidiano romano “Il Messaggero”, nelle pagine del Litorale. Si riferisce alla presenza di graffiti vandalici sui muri di Ostia. Un problema che si ripete, da tempo, in molte altre zone d’Italia.

Perché alcune persone sentono il bisogno di sporcare i muri della propria città con scritte inneggianti al male, alla violenza, al satanismo, alla divisione? E’ un interrogativo che dovremmo porci seriamente. Certe scritte, infatti, sono il segnale di un chiaro disagio che qualcuno sta provando, nel profondo del suo cuore.

Si parla molto di prevenzione in riferimento al problema della droga. Ma, purtroppo, si parla ancora poco di prevenzione per fronteggiare il grave problema del satanismo. Una prevenzione che dovrebbe essere fatta soprattutto nelle scuole.

L’interesse dei ragazzi per il culto del diavolo non è un fenomeno raro. Trova terreno fertile nella vita di giovani che spesso vivono in un’atmosfera di profonda solitudine, caratterizzata da situazioni familiari difficili e incertezze per il futuro.

Come si diffonde il virus del satanismo? Tutto nasce da un grande equivoco. Alcuni giovani pensano che il satanismo sia qualcosa di bello, di simpatico, di affascinante. Credono di trovare nel diavolo un alleato per risolvere i propri problemi. E così si avvicinano con fiducia al culto di Satana, senza accorgersi che stanno scherzando col fuoco.

L’aspetto più inquietante del fenomeno è la dottrina che viene trasmessa. Prima di tutto c’è l’idea di una vita senza regole e confini morali, con il solo obiettivo di raggiungere il proprio, egoistico piacere. Poi, una forte sensazione di pessimismo e la convinzione che il mondo sia una specie di giungla senza speranza, dove i forti trionfano sempre sui più deboli.

Purtroppo alcuni ragazzi sembrano essere catturati da certe filosofie oscure. Spesso hanno le braccia segnate da piccole ferite, che si procurano da soli con lamette e coltelli. Sono tagli che simboleggiano, forse, le ferite più profonde della vita di tutti i giorni. Una vita spesso segnata dall’incomunicabilità, dalla mancanza di dialogo in famiglia, dalle difficoltà nella scuola o nel lavoro.

L’interesse per il satanismo, proposto come soluzione immediata dei problemi quotidiani può causare danni enormi nella mente dei ragazzi. Può contribuire a creare una generazione di nuovi schiavi, intrappolati nei loro stessi comportamenti.

L’immagine più evidente di questo disagio è rappresentata dalla croce rovesciata, che spesso compare sui muri delle nostre città. Simboleggia la volontà di creare una società al contrario, dove verrebbero rovesciati quei valori universali che sono scritti nel cuore di ogni essere umano. L’odio prenderà il posto dell’amore, la vendetta quello del perdono, la divisione quello dell’amicizia.

Per questa ragione è importante non sottovalutare le scritte sataniche che compaiono sui muri. Non possono essere liquidate solo come “bravate giovanili” o “atti di vandalismo”. Dobbiamo andare più a fondo è chiederci: che cosa si nasconde dietro certe derive?

Ostia è una città bellissima, nota per il suo mare e per lo spirito di amicizia e di accoglienza delle persone. Ma non è stata risparmiata dalla triste moda dei graffiti inneggianti al diavolo. L’anno scorso perfino la facciata della Chiesa di San Nicola è stata imbrattata con scritte sataniche. Oltre ai classici “666” e alle croci rovesciate, sono comparse frasi inquietanti come “I nostri sogni sono i vostri mostri” e “All humans are dogs” (Tutti gli esseri umani sono cani).

Stefano Di Tomassi, dell’Apei (Associazione pedagogisti ed educatori italiani), ha ricordato che le scritte compaiono in vicinanza di scuole frequentate da bambini. E’ evidente che non rappresentano un bel messaggio per le nuove generazioni.

Un’associazione della zona, “La Ciurma” ha più volte diffuso comunicati richiamando l’attenzione su questo problema, sottolineando che “la nostra Città ha bisogno d’Amore come una terra spesso arida ha bisogno dell’acqua”. Una bellissima metafora che dovrebbe farci riflettere sulla necessità di aprire maggiormente il nostro cuore all’ascolto dei giovani, per conoscere le loro difficoltà e le loro sofferenze.

Nella vita c’è una sola cosa che conta: l’amore che doniamo agli altri. Solo l’amore resta, come dice il titolo di uno splendido libro di Chiara Amirante, fondatrice della Comunità Nuovi Orizzonti. Se non ci impegneremo di più per seminare l’amore su questa Terra, lasceremo un vuoto pericoloso, dove il culto del male potrà facilmente introdursi.