Scritti profetici di don Orione sugli attacchi alla famiglia e alla dignità della donna

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ROMA, mercoledì, 14 febbraio 2007 (ZENIT.org).- Dagli archivi dell’Opera fondata da don Luigi Orione (1872-1940) sono riemersi alcuni scritti in cui il Santo originario di Pontecurone prevedeva gli attacchi che sarebbero stati sferrati ai danni della famiglia e della dignità della donna.



Intervistato da ZENIT don Dario Montenegro, responsabile dell'archivio generale dell'Opera Don Orione, ha detto che "in linea con quanto affermato oggi da Papa Benedetto XVI sulla centralità della figura femminile nella storia della Chiesa abbiamo pensato di proporre uno stralcio degli scritti del nostro Fondatore, che in maniera profetica aveva già previsto l'attacco alla famiglia al quale stiamo assistendo in questi giorni ed anche sul tema del ruolo del femminismo nel mondo cattolico".

Circa la dignità della donna ed il femminismo inteso come riconoscimento del ruolo femminile, in un articolo pubblicato sul periodico "La Val Staffora" del 18 maggio 1919 san Luigi Orione scriveva: "Il femminismo è una parte ed importantissima della questione sociale, e il nostro torto, o cattolici, è quello di non averlo compreso subito”.

“Troppa poca gente ancora comprende la questione femminista. Confessiamolo francamente, noi cattolici abbiamo trattato il femminismo con una leggerezza deplorevole", aggiungeva

E sulla famiglia, nello stesso articolo, il santo della carità sosteneva: "È cristiano, è caritatevole occuparsi del femminismo, o meglio della famiglia cristiana. L'attacco contro questa fortezza sociale che è la famiglia cristiana, custodita e mantenuta dall'indissolubilità del matrimonio, ora latente ancora, vedete che domani diventerà furioso".

San Luigi Orione è considerato una delle personalità più eminenti del secolo scorso per la sua fede cristiana e per il suo zelo nella pratica della carità .

Umile figlio di un selciatore, san Luigi Orione proclamava che "solo la carità salverà il mondo" e ripeteva a tutti che "la perfetta letizia non può essere che nella perfetta dedizione di sé a Dio e agli uomini, a tutti gli uomini".