"Se non cè posto su Internet per Cristo, non ci sarà neppure per l'uomo"

Intervista con mons. Henrique Soares da Costa, vescovo ausiliare di Aracaju, in Brasile

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di Thácio Siqueira

BRASILIA, venerdì, 7 settembre 2012 (ZENIT.org) - “Internet è certamente un nuovo ‘forum’, nel senso attribuito a questo termine nell’antica Roma, ossia uno spazio pubblico”, aveva scritto papa Giovanni Paolo II nel suo Messaggio per la XXXVI Giornata Mondiale  delle Comunicazioni Sociali, celebratasi nel 2002.

Il potenziale per la predicazione del Vangelo è immenso. “In particolare, in una cultura che non offre sostegno, la vita cristiana esige un’istruzione e una catechesi permanenti e questa è forse l’area in cui Internet può assicurare un aiuto eccellente”, aveva spiegato Karol Wojtyla nel suo messaggio. 

ZENIT ha intervistato mons. Henrique Soares da Costa, vescovo titolare di Acufida e vescovo ausiliare di Aracaju, da tempo interessato nell’evangelizzazione attraverso Internet. Il presule ha creato una propria pagina web (www.domhenrique.com.br) e anche un blog (http://costa_hs.blog.uol.com.br) con vari contenuti di evangelizzazione.

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Un vescovo può evangelizzare attraverso i mezzi di comunicazione?

Mons. Henrique Soares da Costa: Non solo può, ma deve anche, perché fa parte del suo munus di predicare il Vangelo. Il mondo di Internet, i social network sono i nuovi areopaghi a cui riferiva il Beato Giovanni Paolo II. È imperativo utilizzare tutti i mezzi per annunciare Gesù Cristo. Internet è un universo straordinario, pieno di possibilità; come tutte le realtà di questo mondo, è un ambiente ambiguo. Così si può seminare sia grano che zizzania. Seminiamo Gesù, con entusiasmo e competenza.

Lei ha iniziato quando era ancora sacerdote. Perché?

Mons. Henrique Soares da Costa: Durante il mio ministero sacerdotale tenevo vari corsi e lezioni di teologia. La gente mi ha incoraggiato e mi ha spinto a mettere a disposizione i miei scritti e articoli - già scrivevo per alcuni giornali - su Internet. Così è nato il sito, poi il blog, poi Twitter e finalmente la pagina su Facebook. Posso dire che tutto questo lavoro è nato dalla vita, dalla dinamica del mio ministero. Non era qualcosa di premeditato. Evito al massimo di utilizzare questi mezzi per le comunicazioni personali. È Cristo che interessa, è Lui che va annunciato, fatto conoscere ed amato; è Lui la luce che illumina ogni uomo che viene in questo mondo!

È molto complicato trasmettere il messaggio di Cristo attraverso Internet?

Mons. Henrique Soares da Costa: Non è questa la mia esperienza. Gran parte del materiale che ho pubblicato lì è frutto della mia preghiera, del mio studio, della mia lectio divina. Ho trovato lì un ottimo modo per condividere la fede con i miei fratelli e con tutte le persone di buona volontà. Non mi pongo su Internet come vescovo, ma semplicemente come uomo e cristiano, pieno di domande e di speranza in Cristo Gesù, nostro Signore. Insomma, per me, Internet è un modo per condividere la mia fede. Per me, è molto significativa la percezione di Papa Benedetto XVI, secondo cui la fede è una gioia da essere condivisa, comunicata quasi senza pretese, per attrazione, per contagio. Se ci penso, è quello che già sperimentò San Paolo quando esclamò: “Guai a me se non predicassi il Vangelo”. Non si tratta di una propaganda, ma di un amore, una certezza da condividere con l’altro, perché l’amore è contagioso, è diffusivo.

Che temi trattano i video che lei registra e poi posta sul suo sito?

Mons. Henrique Soares da Costa: Ho registrato pochi video. In verità sono stati prodotti per un programma televisivo locale in cui commento brani della Sacra Scrittura. Comunico di più scrivendo. Su che cosa scrivo? Su ciò che mi viene dal cuore: la vita, le domande che ci affliggono, la questione di Dio, la relazione tra fede e ragione, tra scienza e religione, l’ammirazione e contentezza di fronte ad un testo della Scrittura, uno scritto dei Santi Padri… Espongo temi della nostra fede cattolica, emetto opinioni su argomenti discussi nella società... Cerco di essere semplice, spontaneo, sincero. Come ho detto, mi presento come persona, come cristiano, con un cuore aperto, certamente consapevole della mia responsabilità come vescovo della Santa Chiesa, che deve testimoniare la fede ai fratelli ed incoraggiarli alla sequela di Cristo. Chiedimi se i fedeli ascoltano. La gente ascolta, non solo i fedeli! E, stranamente, è grande il numero di giovani e di sacerdoti e seminaristi!

Come riesce ad ottenere e a mantenere un’alta qualità per il sito? 

Mons. Henrique Soares da Costa: Ho un cuore contemplativo. Mi piace pregare, riflettere davanti al Signore sulle domande della vita. Condivido queste cose con sincerità e franchezza, senza preoccupazione di compiacere. Semplicemente scrivo e lascio alla gente la libertà di leggere o non leggere. Scrivo perché sento il bisogno di condividere le ricchezze della fede cristiana, la gioia immensa ed indicibile di avere Gesù come Signore, Maestro e Senso! Come non parlare di Lui! Lui è così bello!

Un vescovo, un sacerdote, può avventurarsi nei meandri di Internet per trasmettere la fede? Che vantaggi offre?

Mons. Henrique Soares da Costa: Certo che sì. Deve solo badare a non scrivere banalità. E ci si aspetta da un ministro del Vangelo che Cristo sia sempre il centro della sua identità e della sua azione. Mi rattrista molto la tendenza di alcuni di attirare l’attenzione su se stessi. Cristo è il centro, Cristo è l’astro! Cristo è il grande dono che il ministro del Vangelo deve dare al mondo! Se lo fa, Internet è un ottimo strumento per portare Gesù ad ambienti e situazioni difficilmente raggiungibili in altro modo. Una cosa che noto con ammirazione è che le persone sentono il bisogno di avere un contatto personale con i ministri della Chiesa, non un contatto burocratico, ma veramente di consiglio, di orientamento e di affetto pastorale. Internet lo permette! Un gran numero di giovani, di sacerdoti, di sposi mi chiede aiuto attraverso i social network!

Come è articolato il suo sito web? Che servizi offre ai fedeli?

Mons. Henrique Soares da Costa: Il mio sito ha bisogno di una revisione. Ci lavoro da solo e, dopo essere diventato vescovo, il mio tempo e la mia agenda sono molto stretti! Attualmente, dal punto di vista tecnico, il sito non offre molto. Ha, però, molti contenuti: testi di teologia, di studio biblico, riflessioni, articoli su vari temi, mini-corsi. Aggiorno più il blog e la pagina Facebook, che sono più dinamici e non richiedono testi tanto elaborati. Ma la mia intenzione è di postare il migliore del blog nel sito, perché lì il materiale può essere consultato in modo più sistematico e duraturo.

[Traduzione dal portoghese a cura di Paul De Maeyer]