Segnali positivi nel dialogo tra cattolici e metodisti

Celebrati a Roma i 300 anni dalla nascita di un leader della Chiesa metodista

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Di Mirko Testa

CITTA' DEL VATICANO, mercoledì, 5 dicembre 2007 (ZENIT.org).- Il 3 dicembre scorso il Consiglio Metodista Mondiale ha voluto promuovere a Roma, nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, una celebrazione ecumenica in occasione dei trecento anni dalla nascita di Charles Wesley (1707-1788), che fu all'origine dell'esperienza metodista.

Charles, insieme al fratello John e a George Whitefield, fu promotore all'interno del mondo anglicano del risveglio più importante del secondo protestantesimo, quando negli anni 1720 guidò un gruppo di studenti che si riuniva all'Università di Oxford per studiare la Bibbia e la spiritualità.

La cerimonia ha visto la presenza dei più alti rappresentanti metodisti e della Comunione anglicana e, fatto eccezionale, è stata presieduta dal Cardinale Walter Kasper, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani.

“Alcuni anni fa era impensabile una cosa del genere”, ha commentato il Cardinale Kasper in una intervista a “'L'Osservatore Romano” (5 dicembre 2007).

“Non significa che domani ci sarà l'unità con i metodisti – ha aggiunto–. Sarebbe ingenuo pensarlo. Ma si vede che qualcosa si muove. È evidente”.

Nel 1967 la Chiesa cattolica ha dato vita a una Commissione mista per il dialogo bilaterale con il Consiglio Mondiale Metodista, fondato nel 1881 e che riunisce 76 Comunioni metodiste. Da allora sono stati affrontati temi importanti come: rivelazione e fede, tradizione e autorità docente della Chiesa.

Dopo le parole di John Barrett, Presidente del Consiglio Metodista Mondiale – riferisce “L'Osservatore Romano”–, il Cardinale Kasper ha dato lettura del suo messaggio nel quale ha sottolineato l'opportunità “di celebrare questo anniversario intonando alcuni inni di Charles Wesley che vengono eseguiti anche nelle chiese cattoliche del mondo anglofono e hanno abbellito la nostra lode e la nostra celebrazione della grazia salvifica di Dio per generazioni”.

“I suoi inni – ha aggiunto –, che sanno conciliare il linguaggio eloquente e la profondità teologica delle scritture con la fede della Chiesa nel corso dei secoli, affrontano temi che riflettono la convergenza fra metodisti e cattolici su aspetti fondamentali della fede cristiana”.

“Gli inni di Charles Wesley – ha continuato –, sebbene contengano alcuni riferimenti che potrebbero addolorarci, in quanto riflettono il contesto polemico dei tempi in cui furono scritti, sono un dono da accogliere, prestando attenzione alla piena comunione nella fede, nella missione e nella vita sacramentale che è l'obiettivo del dialogo fra cattolici e metodisti”.

“Confido nel fatto che il nostro dialogo continuerà”, ha affermato infine il porporato tedesco.

Nel 2006 due tappe importanti hanno segnato il cammino verso la piena comunione fra cattolici e metodisti: nel maggio dello scorso anno la Commissione internazionale di dialogo cattolico-metodista ha concluso l'elaborazione del suo ultimo documento dal titolo “La grazia che vi è data in Cristo: cattolici e metodisti approfondiscono la riflessione sulla Chiesa”.

Le principali differenze tra cattolicesimo e metodismo si concentrano infatti nell'ambito dell'ecclesiologia, pertanto questo documento sulla natura e la missione della Chiesa può costituire la base per affrontare la sacramentalità della Chiesa e dell'ordinazione, il ministero episcopale nella successione apostolica ed il ministero petrino.

Inoltre, nel luglio dello stesso anno, a Seoul (Corea del Sud), le chiese che fanno parte del Consiglio Metodista Mondiale hanno approvato la Dichiarazione metodista di adesione alla Dichiarazione congiunta sulla dottrina della giustificazione, il documento d'accordo firmato ad Augsburg nel 1999 dalla Chiesa cattolica e dalla Federazione Luterana Mondiale.

La Chiesa metodista, composta in tutto il mondo da circa cinquanta milioni di fedeli, rimane fondamentalmente “episcopale” (residuo dell'origine anglicana), in quanto governata da Vescovi, senza però che questi ricoprano lo stesso ruolo che attribuiscono loro la Chiesa cattolica o quella anglicana.

La sua storia, in particolar mondo nell'Ottocento, è stata ricca di scismi, mente nel Novecento si è assistito a diverse fusioni: nel 1932 è nata, infatti, in Inghilterra la Methodist Church; mentre nel 1968 ha avuto origine negli Stati Uniti la United Methodist Church, che conta otto milioni e mezzo di membri; in alcuni paesi, invece, i metodisti sono confluiti in "Chiese unite" fondendosi con denominazioni riformate del primo protestantesimo.

Esistono poi delle denominazioni americane (non episcopali) ed afro-americane rimaste autonome che non fanno parte delle denominazioni maggiori, né del Consiglio Metodista Mondiale.