Segni di speranza in Europa e nel mondo

Si è concluso ieri, a Varsavia, il 41° incontro dei segretari generali delle Conferenze episcopali

Varsavia, (Zenit.orgCCEE) | 303 hits

“Non temere! Il Vangelo non è contro di te, ma è a tuo favore. Abbi fiducia! Nel Vangelo, che è Gesù, troverai la speranza solida e duratura a cui aspiri. Sii certa! Il Vangelo della speranza non delude!” (Ecclesia in Europa, 121). E’ con questo messaggio di speranza rivolta alla Chiesa in Europa dal Beato Giovanni Paolo II che si è concluso il 41° incontro dei segretari generali delle Conferenze episcopali che si sono incontrati a Varsavia (Polonia) dal 27 al 30 giugno su invito del Presidente della Conferenza episcopale polacca (CEP) e Vice-presidente del CCEE, mons. Józef Michalik e del Segretario generale della CEP, il vescovo Wojciech Polak. Filo conduttore dell’incontro è stato il tema della nuova evangelizzazione a dieci anni dell’esortazione apostolica Ecclesia in Europa nell’anno della fede.

Luci e ombre in Europa. Dall’Ecclesia in Europa all’Anno della fede: 10 anni di nuova evangelizzazione

Nell'ultimo decennio il mondo, e con esso l'Europa, ha subito forti sollecitazioni, mutamenti improvvisi, non sempre voluti, coerenti, logici e credibili. E’ quanto emerge dall’approccio con cui il vescovo greco-cattolico di Oradea (Romania), mons. Virgil Bercea, ha voluto analizzare l’odierna situazione europea. Il disorientamento che i molti mutamenti sociali e culturali hanno recato negli ultimi dieci anni, sono, allo stesso tempo, causa ed effetto di alcuni fenomeni riconducibili a tentativi di disfare la cultura della famiglia e del bene comune per una visione meramente egocentrica, edonistica e consumistica della vita umana. Pur non essendo del mondo, la Chiesa è nel mondo ed è pertanto chiamata ad essere segno di Dio e quindi di redenzione e di speranza.

Come ricordava il prof. Paul H. Dembinski, dell’Osservatorio delle finanze di Ginevra, per affrontare le sfide di oggi, non bisogna rimanere ad un approccio esclusivamente finanziario della vita, come è l’orientamento odierno che tende a cambiare i rapporti umani in semplici transazioni e a cercare l’efficacia della finanza, invece della fecondità delle relazioni e quindi a guardare soltanto il presente e a dimenticare la costruzione del futuro.

Dal canto suo, mons. Juan Antonio Martinez Camino, segretario della Conferenza episcopale spagnola, ha voluto sottolineare l’importanza di guardare la crisi più in profondità, ricordando quanto diceva Papa Benedetto XVI: “la questione sociale è diventata radicalmente questione antropologica” (Caritas in veritate, 75). Appare chiaro quindi che la crisi spirituale ha un ruolo decisivo nell’attuale situazione che vive l’Europa. L’Europa, però, oltre alle crisi economiche e spirituali, è piena di segni di speranza come testimoniano i diversi rapporti che i segretari hanno presentato.

Una comprensione radicale della nuova Evangelizzazione

L’indizione di un Anno della fede ha permesso la realizzazione in ogni paese dell’Europa di eventi destinati a risvegliare la fede. E’ importante, però, come ricordava mons. Markus Stock, segretario della Conferenza episcopale d’Inghilterra e del Galles, che la Chiesa sia capace di avere una comprensione radicale della nuova evangelizzazione. Andare all’incontro di quanti sono stati battezzati ma che non vivono più la fede, spinge non solo i cristiani ad avvicinare le persone presenti nelle nostre strade, ma a essere allo stesso tempo docili all’ascolto di Dio per capire che solo Lui è la risposta al desiderio più profondo del cuore dell’uomo. Diverse volte, la testimonianza dei martiri del ventesimo secolo è stata evocata per indicare che solo un rapporto personale con Cristo, che diventa anche cultura, è capace di promuovere la missione evangelizzatrice della Chiesa. La Chiesa è chiamata a essere non tanto in una posizione reattiva ma all’avanguardia nell’ardore, nei metodi e nelle espressioni con cui presenta il contenuto sempre attuale della sua fede: Gesù Cristo.

La campagna “Uno di noi”

Molte conferenze episcopali hanno aderito all’iniziativa “Uno di noi”, volta a porre fine al finanziamento di attività che presuppongono la distruzione di embrioni umani nell’ambito della ricerca, dell’aiuto allo sviluppo e della sanità pubblica. E’ segno di speranza costatare la mobilitazione di molti cittadini attorno a questa iniziativa che testimonia il loro interesse a preservare la vita, anche nelle sue forme più vulnerabili.

La Chiesa in Polonia

La presenza di rappresentati della Chiesa di oltre trenta paesi europei è stata l’occasione anche per una più profonda conoscenza della Chiesa in Polonia che si prepara a festeggiare i 1050 anni del Battesimo della nazione (966-2016). La Nuova Evangelizzazione, la difesa della vita e della famiglia, la crescente disoccupazione, sono tra le sfide della Chiesa polacca.

I segretari sono stati informati sul processo che ha portato alla storica firma, tra il Patriarca di Mosca, Sua Santità Cirillo e del Presidente della CEP, mons. Józef Michalik, di un documento comune, indirizzato alle Chiese e ai popoli di Russia e di Polonia in vista della riconciliazione. Inoltre, i partecipanti hanno accompagnato con la preghiera di ringraziamento la firma della dichiarazione comune che apre al dialogo, al perdono e alla riconciliazione tra i popoli di Polonia e d’Ucraina, firmata proprio il 28 giugno scorso, in occasione dell’70mo anniversario del massacro di Wołyń, dai vertici della chiesa di rito bizantino e di rito latino dei due Paesi.

Chiesa in Europa unita alla Chiesa in tutto il mondo

Molti sono anche i segni di speranza che giungono dalla Chiesa in altre parti del mondo come hanno testimoniato il segretario della Federazione delle Conferenze Episcopali dell’Asia (FABC), P. Raymond O’ Toole, e il segretario dell’assemblea dei vescovi cattolici della Terra Santa, P. Pietro Felet, intervenendo all’incontro. Nonostante le varie situazioni difficili dove i cristiani vivono, e a volte sono perseguitati per la loro fede, la chiesa è ovunque un segno di speranza, apprezzata particolarmente per la sua carità indiscriminata in regioni e situazioni dove anche gli Stati fanno fatica a giungere.  Altro segno di speranza, è il rinnovato entusiasmo che il laicato cattolico in Terra Santa e nei paesi toccati dalla FABC mostra nell’assumere pienamente la loro identità cristiana e il loro dovere di testimonianza.

Nel corso dell’incontro, i segretari del CCEE e della ComECE hanno anche presentato le attività dei due organismi episcopali europei. L’incontro è stato scandito da numerosi momenti di preghiera e di fraternità. In particolare, è stata particolarmente apprezzata la veglia di preghiera per l’Europa, animata da giovani polacchi, durante la quale si è dato lettura a diversi passaggi rilevanti e attuali per l’Europa di oggi, dell’esortazione apostolica Ecclesia in Europa. L’incontro si è concluso domenica 30 giugno con la celebrazione dell’eucaristia presieduta dal nunzio apostolico, mons. Celestino Migliore, nella cattedrale della capitale polacca con la comunità locale.