Segretario generale della CEI: Il video della BBC sui preti pedofili è pieno di falsità

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ROMA, mercoledì, 23 maggio 2007 (ZENIT.org).- Sta destando molto scalpore in Italia la decisione del Consiglio di Amministrazione della RAI (il servizio radiotelevisivo pubblico) di acquistare un filmato della BBC sulla pedofilia in cui si accusa la Santa Sede e il Pontefice Benedetto XVI, già Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, di aver coperto presunti abusi sessuali commessi da preti.



L’acquisto del filmato, mandato in onda dalla televisione britannica il 1° ottobre del 2006 e il cui costo è stato stimato sui 20.000 Euro, è stato richiesto da Michele Santoro, conduttore del programma televisivo “Annozero”.

In merito a tale faccenda si è pronunciato il 22 maggio, nel corso della conferenza stampa sulla 57° Assemblea Generale dei Vescovi Italiani in svolgimento a Roma, monsignor Giuseppe Betori, Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana, il quale ha spiegato che il video della BBC è pieno di falsità.

Monsignor Betori ha precisato che i Vescovi non chiedono "alcuna censura, ma se il documentario dovesse essere trasmesso in Italia vorremmo che ci fosse almeno una chiara presa di distanza da tutte le falsità che questo documentario sembra contenere”, perché è un “documentario che non risponde a verità”.

In particolare il Segretario generale della CEI ha rilevato che il filmato “riporta errori grossolani”, accusando per esempio il Cardinale Joseph Ratzinger per l’emanazione da parte della Congregazione per la Dottrina della Fede di un documento, il “Crimen Sollicitationis”, pubblicato nel 1962.

Secondo Betori si tratta di un doppio errore, perché all’epoca “l’attuale Pontefice non guidava quel Dicastero vaticano e non era ancora nemmeno diventato Cardinale”. Joseph Ratzinger fu creato Cardinale da Papa Paolo VI nel Concistoro del 27 giugno 1977, mentre è stato nominato Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede nel novembre del 1981.

In merito alla notizia secondo la quale la diocesi di Agrigento avrebbe risarcito una vittima di abusi sessuali, il Segretario della CEI ha precisato che la notizia “non è esatta”, ed ha spiegato che in Italia, a differenza dagli Stati Uniti, “non è la diocesi che rimborsa la vittima, è il sacerdote che provvede e in casi del genere, in base alla legge, non riteniamo che ci sia un rapporto tale per cui noi siamo i garanti dei comportamenti personali dei sacerdoti”.

In merito alle vittime monsignor Betori ha tenuto a manifestare la massima cura ed attenzione. “Non siamo distanti dalle vittime e dalle loro famiglie – ha affermato il presule –, siamo pronti a prestare la nostra collaborazione con le istituzioni pubbliche, quando si prendono provvedimenti civili o penali, con attenzione, delicatezza e discrezione per le persone coinvolte”, perché ha continuato Betori “a volte le persone finite sotto accusa si rivelano essere innocenti”.