Seminario su “Etica e Pubblica Amministrazione” al Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace

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CITTA’ DEL VATICANO, mercoledì 28 aprile 2004 (ZENIT.org).- La Chiesa cattolica è molto attenta alla buona gestione della Pubblica Amministrazione, in considerazione della promozione umana, del rispetto dei diritti umani e in considerazione del servizio per il bene della collettività.



Così il cardinale Renato Raffaele Martino, il 28 aprile ha aperto i lavori del Seminario di studio “Etica e Pubblica Amministrazione” in corso fino a quest’oggi, che il Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace ha organizzato congiuntamente al Dipartimento della Funzione Pubblica del Governo Italiano.

“Si tratta di definire il principio di collaborazione tra l’istanza ecclesiale e quella statuale in vista della promozione umana e dei diritti fondamentali dell’uomo. Un buon esempio di sana laicità”, ha affermato il Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace

“L’obiettivo – ha continuato Martino – è quello di sviluppare i criteri per una Pubblica Amministrazione non solo efficiente e ben organizzata ma anche eticamente motivata e culturalmente preparata”.

“La tradizione cristiana – ha spiegato il porporato - ha sempre tenuto in grande considerazione il ruolo dei governanti e i compiti degli amministratori della cosa pubblica, perché è convinta dell’importanza, della delicatezza e del valore del servizio che essi rendono all’intera collettività”.

Martino ha ricordato che “L’apostolo Paolo raccomandava al suo discepolo Timoteo di pregare per i responsabili della cosa pubblica” ed ha ricordato come il Papa Pio XI nella sua enciclica “Divini Redemptoris” sul comunismo ateo, del 1937 avesse scritto “...i funzionari dello stato e tutti gli impiegati adempino per obbligo di coscienza i loro doveri con fedeltà e disinteresse, seguendo i luminosi esempi antichi e recenti di uomini insigni, che con indefesso lavoro sacrificano tutta la loro vita per il bene della patria”.

“Nella considerazione delle problematiche relative alla Pubblica Amministrazione la dottrina sociale della Chiesa pone come elemento regolativo imprescindibile il principio della centralità della persona umana – ha sottolineato Martino –, al cui servizio deve porsi ogni struttura e istituzione dello Stato, al fine di edificare una società sempre più libera e solidale”.

Circa i rapporti tra Pubblica Amministrazione e società civile, il Presidente del Pontificio Consiglio ha precisato che “la Dottrina Sociale della Chiesa si è fatta carico di considerare i compiti e le responsabilità della Pubblica Amministrazione collegandoli all’esigenza di favorire la partecipazione della società civile alla cosa pubblica e una sempre maggiore valorizzazione delle autonomie locali”.

“Cresce nell’opinione pubblica la consapevolezza che ogni istituzione non può essere usata ma deve essere servita con disinteressata dedizione”, ha commentato il porporato.

Martino ha concluso citando Giovanni Paolo II, che nel discorso rivolto alla Giunta Provinciale di Roma il 2 febbraio del 1998, affermava: “Solo con un leale e generoso atteggiamento di solidarietà tra i cittadini e le istituzioni potranno essere affrontate e risolte in modo adeguato le tante sfide della società attuale”.