Sento una sovrabbondanza di bene che mi spalanca il cuore

Giacomo Amelio racconta la presenza e la testimonianza di Cristo scoperta all'Università

Roma, (Zenit.org) | 392 hits

Nel corso della Veglia di Pentecoste del 18 maggio 2013, prima dell’incontro di Papa Francesco con i movimenti, le nuove comunità, le associazioni e le aggregazioni laicali in pellegrinaggio alla Tomba dell’Apostolo Pietro, ci sono state diverse testimonianze. 

Riportiamo quella di Giacomo Amelio, di Comunione e Liberazione, giovane studente al quarto anno di medicina e chirurgia all’Università Bicocca di Milano. Nella sede universitaria di Monza Amelio ha fatto esperienza della comunione e della presenza di Cristo nella propria vita sentendo nel suo cuore di dare gratuitamente ciò che ha ricevuto.

Mi chiamo Giacomo, studio medicina. Sono ancora cristiano dopo un incontro eccezionale in università che continua ostinatamente a riaccadere e ad approfondirsi, giorno dopo giorno. E mi fa contento.

Arrivato in università da matricola, ero spaesato e con tante domande sulla medicina, sullo studio e sulla vita intera.

Già dai primi giorni, entrando nelle aule studio, sono stato accolto da alcuni studenti più grandi.

Erano diversi, facevano le stesse cose degli altri, ma erano lieti e seriamente impegnati nello studio, soprattutto mi avevano a cuore e mi chiamavano per nome.

Erano cristiani. Per me e per tutte le matricole del corso, tutte, preparavano dei gruppi di aiuto allo studio di anatomia, ci aiutavano a guardare al microscopio e con loro mi stupivo della bellezza di quello che vedevo.

S’impegnavano negli organi universitari, lavorando con i professori per rendere più intelligenti le lezioni e i tirocini.

Sono sempre stato cristiano, ma guardandoli sorgeva in me una domanda nuova a cui rispondere: Chi è Cristo che li rende così? Come posso anch’io vivere così? La domanda sulla fede è diventata la più importante, ero inquieto perché desideravo conoscere di più Cristo, desideravo che fosse reale come per alcuni di loro.

Ho cominciato a condividere le mie giornate con questa compagnia, stando in università dal mattino alla sera, perché era proprio lì, nello studio, nella lezione, a pranzo che la fede si mostrava affascinante.

Tenevo gli occhi aperti e cercavo di imparare. Da allora sto scoprendo ogni giorno la convenienza di essere cristiano, sono sempre più pieno di ragioni e grandi desideri.