Senza Maria e senza Chiesa un cristiano è orfano

Nell'incontro con i giovani in ricerca vocazionale, papa Francesco ha invitato a contrastare la "cultura del provvisorio"

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) Antonio Gaspari | 345 hits

Parlando a braccio, ieri sera presso la Grotta di Lourdes dei Giardini Vaticani, papa Francesco ha spiegato ai giovani impegnati nel cammino di discernimento vocazionale nella diocesi di Roma, che il primo vero test a cui rispondere è se si riconoscono Maria e la Chiesa come Madri.

“La Madonna - ha sottolineato il Pontefice – è tanto importante nella nostra vita. E Lei ci accompagna anche nella scelta definitiva, la scelta vocazionale, perché Lei ha accompagnato suo Figlio nel suo cammino vocazionale che è stato tanto duro, tanto doloroso”.

Il Vescovo di Roma ha raccontato di sentirsi triste quando incontra un cristiano che dice di non amare la Madonna o che non gli viene di cercare o di pregare Maria.

A questo proposito ha raccontato di un incontro in Belgio, 40 anni fa, con una bella famiglia composta da due catechisti, professori universitari, con figli, i quali parlavano tanto bene di Gesù, e quando il sacerdote Bergoglio ha chiesto della devozione alla Madonna, quelli hanno risposto: "Ma noi abbiamo superato questa tappa. Noi conosciamo tanto Gesù Cristo che non abbiamo bisogno della Madonna".

In cuor suo il Pontefice ha pensato: “poveri orfani”, perché “un cristiano senza la Madonna è senza Chiesa è un orfano”.

Ed ha ripetuto: “Un cristiano ha bisogno di queste due donne, due donne madri, due donne vergini: la Chiesa e la Madonna”.

Secondo il Vescovo di Roma il "test" per una vocazione cristiana giusta, è quella di porsi la domanda: “Come va il mio rapporto con queste due Madri che ho?", con la madre Chiesa e con la madre Maria” e non si tratta solo di “pietà”, bensì “teologia pura”.

Augurando un buon discernimento il Pontefice ha raccomandato di non lasciare mai Maria e non andare mai da soli senza la Chiesa.

“Per ognuno di noi – ha precisato - il Signore ha la sua vocazione, quel posto dove Lui vuol che noi viviamo la nostra vita. Ma bisogna cercarlo, trovarlo; e poi continuare, andare avanti”.

L’altro punto su cui Papa Francesco ha voluto porre l’attenzione è il “senso del definitivo” da contrapporre alla “cultura del provvisorio”.

A questo proposito un Vescovo gli ha raccontato di un ragazzo che voleva diventare prete ma solo per dieci anni.

Papa Francesco ha sostenuto che “per scegliere una vocazione, una vocazione qualsiasi, anche quelle vocazioni "di stato", il matrimonio, la vita consacrata, il sacerdozio, si deve scegliere con una prospettiva del definitivo”. Per farlo bisogna vincere le paure e la cultura del provvisorio.

L’incontro si è concluso con i giovani ed il Pontefice che hanno cantato insieme il Salve Regina.