Seul decide di finanziare le ricerche sulle cellule madri adulte in un centro cattolico

E’ la prima volta che il Governo offre questo appoggio

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SEUL, giovedì, 17 giugno 2004 (ZENIT.org).- Il Ministero della Sanità della Corea del Sud ha stanziato un finanziamento equivalente a 10 milioni di dollari in sei anni a favore dell’Istituto di Terapia Cellulare e Genetica del Centro Medico Cattolico (CMC), un ospedale affiliato alla Scuola di Medicina dell’Università Cattolica della Corea.



L’obiettivo del Governo è quello di fare del Paese un punto di riferimento nel campo della medicina cellulare nel Nord-Est asiatico.

L’Istituto Cattolico di Medicina si è impegnato a sviluppare la ricerca sulle cellule staminali adulte per la loro utilizzazione nel campo della “clonazione terapeutica”.

In base a quanto riportato da “AsiaNews”, secondo il direttore dell’Istituto, il professor Oh Il-hwan, “sebbene il Governo in alcune occasioni abbia sostenuto la ricerca sulle cellule embrionali o sulla clonazione di cellule somatiche, questo è il primo aiuto allo studio sulle cellule staminali adulte”.

“Con questo progetto spero di riuscire a proporre una risposta alternativa alle problematiche etiche e sociali legate alla clonazione condotte sia in Corea che all’estero”, ha aggiunto.

Il lavoro sulle cellule staminali adulte porta nuova luce sul dibattito bioetico che si è sollevato nel Paese il 12 febbraio scorso, quando il professor Hwang Woo Suk, dell’Università di Seul, ha annunciato di aver clonato degli embrioni umani, da cui avrebbe prelevato poi delle cellule staminali.

Dopo queste dichiarazioni, gruppi religiosi e civili della Corea hanno espresso immediatamente la loro opposizione a questa pratica.

“E’ deplorevole che la gente pensi solo al traguardo scientifico, senza pensare alle implicazioni che esperimenti del genere hanno sul rispetto della vita umana. Il Governo dovrebbe proteggere ogni forma di vita umana e non sostenere queste ricerche”, ha affermato all’epoca Francis Xavier Ahn Myong-ok, Presidente del Comitato di Bioetica della Conferenza Episcopale Coreana.

Il problema etico riguardo alla clonazione si riferisce alla riproduzione di un embrione per estrarre cellule staminali, destinate a produrre particolari tessuti umani da utilizzare nella “riparazione” di organi come il cuore o il cervello. L’embrione umano viene distrutto durante o dopo il processo.

L’utilizzo di cellule staminali adulte o di cellule estratte dal cordone ombelicale non implicherebbe la distruzione di nessuna vita umana e avrebbe probabilità di successo molto più alte. Questa “clonazione terapeutica” è appoggiata da molti scienziati e dalla Chiesa cattolica.

Consapevole della gravità di queste questioni etiche, il CMC si sta concentrando sullo studio di cellule staminali adulte e ha intrapreso iniziative importanti, come un congresso internazionale sulle cellule staminali e l’apertura di un centro di terapia cellulare in collaborazione con specialisti di aree come l’ematologia, la cardiologia e la neurologia.