Sex Crimes and the Vatican”, tra calunnia e mistificazione

Travisati due documenti vaticani per attaccare il Papa

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LONDRA, mercoledì, 23 maggio 2007 (ZENIT.org).- Il documentario della BBC dal titolo “Sex Crimes and the Vatican”, al centro di un infuocato dibattito in Italia, è frutto di mistificazioni volte ad accusare Benedetto XVI della copertura di abusi sessuali di minori da parte di sacerdoti cattolici.



E' questo il giudizio che avevano espresso già a suo tempo i Vescovi cattolici di Inghilterra e Galles, dopo che la televisione britannica aveva mandato in onda il 1° ottobre 2006 il filmato di 39 minuti su alcuni casi di pedofilia.

I responsabili del programma avevano affermato di aver svelato documenti vaticani volti ad evitare l’esame di denunce di abusi di minori e avevano accusato Papa Benedetto XVI di aver difeso i sacerdoti dalle indagini nel suo precedente ruolo di Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.

In realtà, il programma non fa alcuna rivelazione, perché i due documenti erano già stati resi pubblici. In particolare, il documento del 1962 “Crimen sollicitationis”, emesso dalla Congregazione del Sant’Uffizio – in seguito, Congregazione per la Dottrina della Fede –, era già stato pubblicato anche da organi della stampa nel 2003, e non affronta in modo specifico il tema degli abusi sessuali.

La normativa, dall’altro lato, come hanno già spiegato in passato alcuni esponenti della Santa Sede, in particolare l’allora Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede, l’Arcivescovo Tarcisio Bertone, era già stata superata con la pubblicazione di documenti successivi.

Mentre l'altro documento al centro del documentario della BBC, la Lettera “Ad exequendam”, inviata nel 2001 dal Cardinale Ratzinger ai Vescovi di tutta la Chiesa cattolica e agli altri Ordinari e Gerarchi interessati, circa i delitti più gravi riservati alla medesima Congregazione per la Dottrina della Fede, va in direzione opposta di un insabbiamento dei casi di abusi sessuali da parte di un sacerdote o di un religioso ai danni di un minorenne.

Infatti con la Lettera “si auspica che non solo siano evitati del tutto i delitti più gravi, ma soprattutto che, per la santità dei chierici e dei fedeli da procurarsi anche mediante necessarie sanzioni, da parte degli ordinari e dei gerarchi ci sia una sollecita cura pastorale”.
Il Cardinale Cormac Murphy-O’Connor, Arcivescovo di Westminster e Presidente della Conferenza dei Vescovi Cattolici di Inghilterra e Galles, nell'ottobre del 2006 aveva inviato una lettera a Mark Thompson, Direttore generale della BBC, “per esprimere l’enorme dispiacere e allarme della comunità cattolica” per la trasmissione del programma.

“Nessuno può negare i devastanti effetti dell’abuso di bambini nella nostra società e il danno inflitto alle vittime e alle loro famiglie. Ciò è particolarmente vergognoso quando questo abuso viene commesso da un sacerdote ed è ovviamente legittimo diffondere elementi relativi a questo male”, aveva riconosciuto il porporato.

“Ad ogni modo – aveva aggiunto –, il vostro programma finisce per infliggere un grave danno a Papa Benedetto, guida di un miliardo di cattolici in tutto il mondo. E’ piuttosto chiaro, per me, che l’obiettivo principale del programma è cercare di collegare Papa Benedetto alla copertura degli abusi di bambini nella Chiesa cattolica. Ciò è malizioso e non rispondente a verità, e basato su una falsa presentazione dei documenti della Chiesa”.

“Non riesco a capire perché nessuno della vostra impresa abbia compiuto alcun tentativo di contattare la Chiesa cattolica in questo Paese per assistenza nella ricerca di informazioni accurate sulla questione”, aveva denunciato il Cardinale.

“Mi devo chiedere se all’interno della BBC non ci sia un persistente pregiudizio nei confronti della Chiesa cattolica – aveva poi concluso –. Molti, non solo cattolici, si chiederanno se la BBC vuole ancora essere realmente obiettiva in alcune delle sue presentazioni”.

Da parte sua, monsignor Vincent Nichols, Arcivescovo di Birmingham e Presidente dell’Ufficio Cattolico per la Protezione dei Bambini e degli Adulti Vulnerabili (COPCA, dalle iniziali in inglese), aveva pubblicato, sempre agli inizi di ottobre del 2006, un comunicato in cui riconosceva che, “come soggetto erogatore di servizio pubblico, la BBC dovrebbe vergognarsi dello standard di giornalismo utilizzato per creare questo attacco ingiustificato a Papa Benedetto XVI”.

“Gli spettatori riconosceranno fin troppo bene le tattiche sensazionaliste e l’indirizzo fuorviante del programma, che utilizza vecchi filmati e interviste non datate. Sapranno che gli aspetti del programma fanno riferimento ad un attacco profondamente prevenuto contro una stimata guida religiosa mondiale”, aveva aggiunto.

Il Vescovo aveva poi parlato di attacchi “falsi e totalmente fuorvianti” ai danni del Papa.

“E’ falso perché travisa due documenti vaticani e li usa in modo piuttosto fuorviante per collegare gli orrori degli abusi di bambini alla persona del Papa”, aveva sottolineato.

“Il primo documento, emesso nel 1962, non è direttamente collegato agli abusi sessuali di bambini, ma all’errato uso del confessionale – spiegava poi –. Questo è sempre stato un crimine molto serio nel diritto ecclesiastico. Il programma confonde l’errato uso del confessionale e i tentativi immorali di un sacerdote di mettere a tacere la sua vittima”.

“Il secondo documento, del 2001, ha spiegato il diritto ecclesiastico, assicurando che il Vaticano è informato di ogni caso di abuso di bambini e che ogni caso viene affrontato in modo adeguato”, aveva sottolineato.

“Questo documento non ostacola le indagini delle autorità civili nelle denunce di abusi di bambini, né è un metodo di copertura, come il programma afferma ripetutamente. E’ una prova della serietà con cui il Vaticano affronta questi reati”, osservava.

“Dal 2001, il Cardinale Joseph Ratzinger, allora capo della Congregazione per la Dottrina della Fede, ha compiuto molti passi per applicare il diritto ecclesiastico alle denunce e ai reati di abuso di bambini con minuziosità e scrupolo”, aveva quindi aggiunto il presule in rappresentanza dei Vescovi dell’Inghilterra e del Galles.