Sfruttamento e traffico di esseri umani, “arcipelaghi della vergogna”

Intervento di monsignor Mamberti all’OSCE

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Di Roberta Sciamplicotti

MADRID, martedì, 4 dicembre 2007 (ZENIT.org).- Lo sfruttamento e il traffico di esseri umani sono “arcipelaghi della vergogna” contro i quali l’azione della Chiesa deve essere decisa e diretta, ha affermato l’Arcivescovo Dominique Mamberti.

Il presule è intervenuto al 15° Consiglio Ministeriale dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa, svoltosi a Madrid (Spagna) il 29 e il 30 novembre e che ha riunito i Ministri degli Affari Esteri dei 56 Stati che partecipano all’organismo.

Prendendo la parola durante la sessione plenaria del 29 novembre, il Segretario vaticano per i Rapporti con gli Stati ha ricordato che l’OSCE ha la “vocazione d’essere uno spazio di libertà e diritto e, pertanto, deve adoperarsi per dare impulso alla dignità umana ed ai valori ad essa connaturati”.

In questa prospettiva, ha osservato, “sarà molto importante non arrendersi davanti allo sfruttamento sessuale dei bambini ed alla tratta delle persone umane”.

Il presule ha fatto riferimento in particolare al “traffico ai fini dello sfruttamento lavorativo”, che “non va considerato alla stregua dell’impiego irregolare”.

“Occorre assicurare l’accesso delle vittime alla giustizia, all’assistenza legale e a quella sociale, nonché la compensazione per i danni che esse subiscono”, ha dichiarato.

“La Chiesa cattolica è in prima linea nella lotta contro questi arcipelaghi della vergogna e le sue istituzioni, a vario livello, hanno promosso numerose iniziative in tal senso”.

Per promuovere la dignità umana in modo integrale, ha proseguito la guida della delegazione vaticana, l’OSCE deve anche “combattere in maniera effettiva ed efficace contro la discriminazione e l’intolleranza verso i Cristiani, gli Ebrei, i Musulmani ed i membri della altre religioni”.

Secondo il presule, si tratta di “problematiche ormai di speciale rilievo, a livello politico e della sicurezza, e vanno tutte affrontate se si vuole porre rimedio a ciascuna”.

Ricordando che nei giorni scorsi il Parlamento Europeo ha adottato una Risoluzione sui gravi episodi che mettono a repentaglio l’esistenza delle comunità cristiane e di altre comunità religiose, monsignor Mamberti ha constatato che l’OSCE “può vantarsi di essere una delle prime Organizzazioni ad aver lanciato l’allarme e deve mantenere ‘alta la guardia’”.

I cristiani, ha denunciato, “continuano ad essere vittime di pregiudizi, di stereotipi, di discriminazioni e di violenze”, e in questa situazione il disimpegno “non è un’opzione”.

“Non ci si deve nascondere dietro il principio del consenso, per evitare di agire in modo effettivo”, né “ci si deve accontentare di condanne generiche, ma piuttosto si deve intendere il consenso come uno stimolo a proteggere i diritti fondamentali di ogni credente, di ogni comunità religiosa e - in primis - la libertà religiosa”.

Il Segetario vaticano per i Rapporti con gli Stati ha quindi osservato che “l’orologio continua a muoversi velocemente ed il futuro presenta scadenze imminenti, anche elettorali, nodi problematici dalle evidenti conseguenze geo-politiche e dalle significative ripercussioni sulla sicurezza e sulla democratizzazione”.

A questo proposito, ha citato “la situazione in Kosovo e nel Caucaso, le nuove sfide agli equilibri militari ed agli accordi conclusi dall’OSCE in tale ambito”, affermando che “reclamano il dialogo e la cooperazione”.

Quanto alle “persistenti minacce” e ai “conflitti non risolti”, testimoniano “che la stabilità e la pace sono ‘cantieri’ ancora ‘aperti’”.

Anche se “non spetta alla Santa Sede entrare in questioni strettamente politiche”, ha riconosciuto, “essa desidera invitare quanti siedono attorno a questo tavolo al rispetto della verità e della giustizia, a mantenere gli impegni assunti ed a non ledere i legittimi interessi e le giuste aspettative altrui”.

Nel suo discorso, l’Arcivescovo ha anche affrontato il tema della sicurezza.

Per ciò che concerne la lotta contro il terrorismo, ha affermato, “sarà importante provvedere alla sicurezza delle infrastrutture energetiche dagli attacchi”.

Quanto alla sicurezza ambientale, “è importante che l’Organizzazione appoggi le iniziative di gestione delle risorse idriche, contribuendo così alla cooperazione, alla stabilità, allo sviluppo equo e sostenibile di ogni Paese. L’acqua, infatti, è necessaria per la vita e la salute, ma costituisce anche un’ indispensabile risorsa nella produzione di beni”.