Si diffonde la legalizzazione del gioco d’azzardo

Ma le comunità ne subiscono i costi sociali

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HARRISBURG, Pennsylvania, 28 agosto 2004 (ZENIT.org).- La prospettiva di aumentare le entrate sta inducendo i governi a rivolgersi in maggior misura al gioco d’azzardo, nonostante le avvertenze relative alle dannose ricadute sociali. Ai primi del mese l’assemblea legislativa della Pennsylvania ha approvato una legge, firmata il giorno dopo dal governatore, con la quale ha autorizzato l’esercizio di 61.000 slot-machine, rivela l’ “Associated Press” del 4 luglio.



Secondo un rappresentante dello Stato, Daryl Metcalfe, la legge provocherebbe aumenti nei tassi di criminalità, nei fallimenti, nei divorzi e negli abusi contro minori. “Le nuove entrate potrebbero essere facilmente annullate” dalle maggiori spese connesse con l’aumento di questo tipo di problemi, ha avvertito.

In precedenza, il Governatore della California, Arnold Schwarzenegger aveva annunciato un accordo concluso con le tribù indiane che consente loro di ampliare le attività connesse con il gioco d’azzardo, a condizione che lo Stato possa partecipare dei guadagni, ha riportato il “Los Angeles Times” lo scorso 22 giugno. Non è certo quanto lo Stato riceverebbe da tali proventi, ma risulta che le tribù verserebbero anche fino a 1 miliardo di dollari (circa 834 milioni di euro) nelle casse governative nel corso del prossimo anno.

Lo Stato ha fortemente bisogno di quei soldi, in quanto si trova in piena crisi di bilancio. Secondo Schwarzenegger, nei prossimi anni si prevede un pagamento di 150-200 milioni di dollari (125-167milioni di euro). Nel “Los Angeles Times” si spiega che le tribù non sono tenute a dichiarare i redditi derivanti dai loro casinò, ma si stima che i proventi del gioco si aggirano tra i 4 miliardi e i 6 miliardi di dollari (3,3-5 miliardi di euro) l’anno.

Benefici, ma ad un certo costo

I costi sociali derivanti dal gioco d’azzardo sono stati messi in evidenza in un articolo del “Wall Street Journal” del 24 febbraio scorso, che ha riportato il caso del paese di Riverside, nel Missouri, in cui il sindaco Betty Burch è riuscita a superare l’opposizione politica alle case da gioco, mostrando le opere di miglioramento che potevano essere realizzate grazie alle maggiori entrate tributarie.

Quindi, nel 1994, un battello fluviale ha aperto l’attività, e da allora il paese ha incassato circa 50 milioni di dollari (41,6 milioni di euro) derivanti da tale esercizio. Il paese ha tratto benefici dalle opere pubbliche realizzate grazie a queste entrate, ma la sorella del sindaco, già vedova, ha perso la casa di famiglia per debiti di gioco.

Il “Journal” osserva che circa una dozzina di Stati stanno pensando di ricorrere alle tasse sui proventi del gioco d’azzardo per risolvere i loro problemi di bilancio. A fine febbraio 29 Stati già disponevano di casinò. Secondo l’articolo, le persone si dedicano maggiormente al gioco se abitano vicino a un casinò. Ad esempio nel Nevada, il 43,7% dei residenti compiono in media 22,8 viaggi l’anno per raggiungere un casinò.

E più viaggi con questa finalità, significa più possibilità di fallimenti economici. Il “Christian Science Monitor” ha riportato lo scorso 19 marzo uno studio secondo il quale i tassi di bancarotta sono due volte più alti nei Paesi che hanno casinò, rispetto a quelli che non ne hanno.

Il “Monitor” ha osservato che l’industria del gioco d’azzardo nega le proprie responsabilità per i casi di bancarotta, ritenendo piuttosto che l’attività crea benefici economici per le comunità locali. Uno studio effettuato dai ricercatori della Creighton University di Omaha, nel Nebraska, dà un quadro contrastante.

I ricercatori hanno preso in esame i tassi tendenziali di bancarotta di determinate contee del 1990 e del 1999. Dai dati risulta che i fallimenti nelle attività economiche sono il 35% più bassi nelle contee in cui sono presenti sale da gioco, mentre i tassi di bancarotta nei conti personali risultano essere il doppio nelle zone in cui si gioca rispetto alle altre.

Il crescente riconoscimento dei problemi derivanti dal gioco d’azzardo è il motivo per cui molte delle recenti proposte sono state respinte, secondo quanto ha affermato il “Christian Science Monitor” in un editoriale del 23 giugno. Secondo il Monitor, delle 46 proposte dirette a stabilire o estendere il gioco d’azzardo nello scorso anno, solo quattro sono state approvate.

Secondo l’editoriale, nel 2003, un’opposizione composta da privati cittadini, legislatori, e tribunali è riuscita a bloccare 20 proposte volte ad autorizzare l’esercizio di slot-machine presso i circuiti da corsa. Un’analoga opposizione è riuscita a bloccare anche l’autorizzazione di 6 nuovi casinò, dell’allargamento di un altra mezza dozzina di casinò, di cinque lotterie statali e l’introduzione di macchine per il lotto nei negozi di sei Stati.

In relazione all’accordo concluso dalla California, il “Los Angeles Times” del 7 luglio osserva che i casinò indiani nel Connecticut, oltre ai benefici economici, hanno portato anche problemi. Il casinò di Foxwoods paga quasi 400 milioni di dollari (circa 334 milioni di euro) allo Stato. Ma le popolazioni vicine al casinò non sono affatto contente della situazione. Esse godono di scarsi benefici derivanti dalle entrate, mentre devono subire i maggiori problemi connessi con l’aumento del traffico, del crimine e degli altri fenomeni correlati al gioco d’azzardo.

I problemi nel Canada

Nel Canada cresce la preoccupazione relativa al numero delle persone affette dal vizio del gioco, con particolare riguardo ai videoterminali per il lotto. Secondo un comunicato stampa del 12 dicembre scorso, rilasciato dall’istituto nazionale Statistics Canada, circa 1,2 milioni di adulti stanno subendo o sono a rischio di subire problemi derivanti dal gioco d’azzardo. Di questi, 120.000 persone hanno problemi finanziari o sociali, sono depresse o ansiose, o sono alcolisti.

Queste 1,2 milioni di persone rappresentano il 5% della popolazione totale adulta e il 6 % di tutti i giocatori abituali. Secondo lo studio, tra le persone a rischio o che già presentano aspetti problematici vi sono soprattutto uomini, indigeni originari del luogo, con un basso grado di istruzione, dedite al gioco mediante i videoterminali del lotto e al frequente gioco d’azzardo.

Statistics Canada ha osservato che i gioco d’azzardo continua a diffondersi. Si stima che nel 2002 circa 18,9 milioni di canadesi adulti hanno scommesso 11,3 miliardi di dollari canadesi (7 miliardi di euro), più di quattro volte tanto rispetto ai 2,7 miliardi di dollari canadesi (1,7 miliardi di euro) del decennio precedente.

Aumentano le perdite in Australia

I giocatori australiani sono ancora più entusiasti. La Commissione della Tasmania sul gioco d’azzardo calcola che nell’anno finanziario 2002-2003 è stata destinata alle scommesse, a livello nazionale, la cifra record di 128,3 miliardi di dollari australiani (77,4 miliardi di euro), secondo quanto riportato dall’ “Advertiser newspaper” di Adelaide del 9 luglio. Nell’insieme, i giocatori hanno perso circa 15,3 miliardi di dollari australiani (9,2 miliardi di euro).

La parte del leone l’hanno fatta le slot-machine, con più di 90 miliardi di dollari australiani (54,3 miliardi di euro).

I casinò hanno incassato più di 17 miliardi di dollari australiani (10,3 miliardi di euro). Le entrate dell’erario derivanti dai proventi del gioco hanno raggiunto i 3,9 miliardi di dollari australiani (2,3 miliardi di euro) nel 2002-2003.

In un articolo comparso sull’edizione del 7 maggio del “Financial Times” di Londra si osserva che l’industria del gioco d’azzardo in Australia è oggetto di crescenti critiche. Sia Mark Latham, leader del Partito laburista d’opposizione, che Peter Costello, Ministro del tesoro federale e probabile successore dell’attuale Primo ministro John Howard, prossimo alla pensione, hanno espresso le loro preoccupazioni e hanno promesso di considerare la questione della dipendenza dei governi degli Stati federati dalle entrate derivanti dal gioco.

L’Australia ospita circa il 21% delle macchine da gioco elettroniche, secondo il “Financial Times”. Ve n’è uno per ogni cinque australiani, cinque volte di più rispetto agli Stati Uniti.

Riportando dati forniti dal Center for Gambling Research dell’Australian National University di Canberra, l’articolo osserva che nell’anno finanziario 2002-2003, lo Stato dell’Australia del Sud ha guadagnato 241 milioni di dollari australiani (145 milioni di euro), il Queensland 373 milioni (225 milioni), il Victoria 826 milioni (498 milioni) e il New South Wales 757 milioni di dollari australiani (498 milioni di euro). Lo Stato di Victoria prevede per quest’anno un’entrata derivante dalle tasse sul gioco d’azzardo pari a 14,8% delle entrate totali di tale Stato. Per gli altri Stati le entrate da tale fonte si collocano tra l’8% e il 12% delle entrate totali.

In un articolo d’opinione scritto per il quotidiano “Age” di Melbourne dello scorso 15 ottobre, due docenti universitari, Anne O'Casey e James Doughney, mettono in evidenza come gli operatori del gioco d’azzardo contino sulle persone che giocano ingenti somme di denaro. Da un documento interno trapelato dalla divisione marketing del Tattersalls Club, risulta che è stato sperimentato un “Advantage Program" [programma vantaggioso] in 13 siti di macchine poker del Club, nella parte orientale di Melbourne nel 2002.

Il comportamento dei membri è stato registrato allorché essi hanno utilizzato le loro tessere nelle macchine da poker di tutti i siti considerati. Da un’analisi dei dati, riportato nel documento, risulta che i Club hanno ottenuto il 57% dei ricavi da un ristretto gruppo di clienti. Queste persone, che rappresentano il 15% di tutti i giocatori, perdono più di 100 dollari australiani (60 euro) ogni volta che si recano a giocare.

O'Casey e Doughney sostengono che le perdite di tale portata provocano gravissimi danni alle famiglie e alle comunità locali. Puntare deliberatamente alle persone che giocano pesante “rappresenta un comportamento inaccettabile”, hanno affermato. Tuttavia, “questo comportamento è stato reso possibile e legale dalla legge statale”. Sembra, dunque, che ad essere i maggiori vincitori nel gioco d’azzardo siano proprio i governi.