Si è aperto ieri sera il V° Convegno Mondiale di Radio Maria

Sacerdoti-direttori e presidenti di oltre sessanta Radio Maria sparse nel mondo, sono raccolti in Umbria per fare un bilancio

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di Daniele Trenca

COLLEVALENZA, lunedì, 8 ottobre 2012 (ZENIT.org).- Primo giorno di lavoro per il convegno “Cammino di Fede, Missione d’Amore” della Famiglia Mondiale di Radio Maria. La manifestazione, che si svolge ogni tre anni, ha visto il suo inizio con la messa inaugurale domenica 7 ottobre. Nella mattinata di lunedì ad aprire ufficialmente i lavori è stato Mons. Giuseppe Scotti, Segretario aggiunto del Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali, che ha rimarcato l’importanza del servizio che offre Radio Maria per la Chiesa mondiale: “Rappresenta una risposta al Vangelo, che è comunicazione, è Buona Notizia. Tutte quelle realtà che sono a servizio del Vangelo diventano una risposta positiva”. La Buona Notizia  da sempre nel DNA editoriale di questa emittente radiofonica. “Sceglie – ha proseguito Scotti – di annunciare la parola cattolica, senza vergogna, né timore. Quando i Vescovi del mondo vengono a Roma per la visita ad limina con il Santo Padre, una delle domande che il Presidente, Mons. Celli, rivolge ai vescovi è ‘Quale sia il rapporto con Radio Maria’. In questi cinque anni, c’è  stata una consapevolezza sempre più grande del servizio svolto. Non abbiamo trovato un vescovo che avesse perplessità”.  

Una struttura importante, che ha da poco festeggiato i 25 anni di attività in Italia. Diffusa in tutto il globo, si dirige con slancio e vigore verso le sfide future. “Abbiamo raggiunto un terzo degli Stati mondiali – ha detto il Presidente di World Family Emanuele Ferrario – acquisendo una certa maturità dopo oltre due decenni di trasmissioni. Radio Maria è uno strumento che vive solo con le preghiere e le donazioni degli ascoltatori, un progetto portato avanti dalla Madonna. Questa è un’opera ispirata da Maria”. Un quarto di secolo, che però non è sinonimo di assestamento, anzi: “Se la Madonna vorrà portare questa radio in tutto il mondo, ci riuscirà. – ha concluso Ferrario – I tempi non li conosciamo, ma sono sicuro che, Radio Maria potrà essere presente anche a Riad in Arabia Saudita”. Molti infatti sono i Paesi, dove questa realtà rappresenta una vera colonna vertebrale per le persone, specialmente in quelle zone in cui la gente ha perso la speranza. 

Numeri importanti quelli dell’emittente, quotidianamente ascoltata da oltre un milione e mezzo di persone nel nostro Paese. “Il direttore di Radio Maria ogni giorno va in trincea – ha detto Padre Livio Fanzaga, direttore di Radio Maria Italia –, per ognuno di loro è il modo migliore per vivere a pieno il sacerdozio. Può essere considerato come un nuovo San Paolo perché può parlare ad una platea immensa di persone”.

Uno dei punti fondamentali di questa emittente è la preghiera, presente nel 30% del palinsesto. “Radio Maria è diversa dalle altre radio perché attraverso la preghiera, la catechesi, l’evangelizzazione ed il volontariato avvicina a Dio tante persone. Non possiamo tuttavia parlare di Maria, se non è nel nostro cuore. L’affidamento totale a lei è il punto di partenza”. Un servizio fondamentale alla Chiesa, che si rafforza anche in virtù del periodo storico che sta attraversando il mondo. Una crisi economica che secondo Padre Livio “può rappresentare un’opportunità per svegliarci. In questo periodo per crescere nella fede bisogna tenere sempre presenti due luci: la Madonnae d il Papa”. 

“Venticinque anni nel mondo dei mass media sono una tappa fondamentale – ha concluso Mons. Scotti –.  Radio Maria ha un carisma che la rende diversa dalle altre radio cattoliche. Una particolarità che aiuta la Chiesa a pregare, e allo stesso tempo a suscitare conversione. Lo sviluppo sta nel fatto di appropriarsi del carisma e renderlo sempre più esplicito, più chiaro e coinvolgente. Questo integrandolo anche con le nuove tecnologie, che devono essere convergenti.”