Si può credere in Dio ma non aver fede... come i demoni!

Durante l'omelia a Santa Marta, papa Francesco critica il cristianesimo ideologico, impregnato di dottrina ma privo di opere

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) Luca Marcolivio | 809 hits

Senza le opere la fede è sterile: lo ha detto stamattina papa Francesco, durante la messa alla Casa Santa Marta, oggi offerta per il cardinale Silvano Piovanelli, arcivescovo emerito di Firenze, che il Pontefice ha ringraziato “per il suo lavoro, la sua testimonianza e la sua bontà”.

Commentando la Prima Lettura di oggi (Gc 2,14-24.26), il Santo Padre ha ricordato quanto afferma San Giacomo Apostolo: “la fede senza il frutto nella vita, una fede che non dà frutto nelle opere non è fede”.

È errato, dunque, l’atteggiamento di chi afferma: “ma io ho tanta fede”. Sovente chi lo dice “ha una vita tiepida, debole” ed una fede ferma a livello di “teoria”, che “non è viva nella sua vita”.

Quando poi San Giacomo parla di fede, si riferisce alla “dottrina”, ovvero al suo “contenuto”, tuttavia, anche conoscendo “tutti i comandamenti, tutte le profezie, tutte le verità di fede”, se non si va “alla pratica” e “alle opere”, tutto ciò “non serve”.

“Possiamo recitare il Credo teoricamente, anche senza fede, e ci sono tante persone che lo fanno così. Anche i demoni! I demoni conoscono benissimo quello che si dice nel Credo e sanno che è Verità”, ha detto il Papa.

Un conto, infatti, è credere in Dio – “anche i demoni lo credono e tremano” – altra cosa è “avere fede”, che non significa semplicemente “avere una conoscenza”, quanto “ricevere il messaggio di Dio”, che Cristo trasmette.

Nel Vangelo, ha aggiunto il Pontefice, incontriamo due tipologie di chi “sa quello che si deve credere ma non ha fede”. I primi sono coloro che chiedono a Gesù se è lecito pagare le tasse o quale dei sette fratelli del marito debba sposare una donna se rimane vedova.

Il secondo approccio ‘riduzionista’ è quello del cristianesimo come “sistema di idee” o “ideologia”. Questa mentalità era già diffusa ai tempi di Gesù e l’Apostolo Giovanni li associa addirittura all’“anticristo”.

Così come nei primi secoli del cristianesimo, c’erano gli “gnostici”, anche oggi ci sono cristiani che “cadono nell’ideologia”, che “conoscono la dottrina ma senza fede, come i demoni”, con la differenza che i demoni “tremano”, mentre loro “vivono tranquilli”.

Il Vangelo, tuttavia, presenta anche personaggi di segno opposto, che “non conoscono la dottrina ma hanno tanta fede”, come, ad esempio, la Cananea (Mt 15,21-28) o la Samaritana (Gv 4,1-42), che si apre a Dio, perché non ha incontrato “verità astratte” ma “Gesù Cristo” in persona.

Altro esempio emblematico di questa fede “non intellettuale” ma salvifica è il cieco (Gv 9,1-41) che, dopo essere stato guarito da Gesù, viene interrogato dai farisei e dai dottori della legge, fino ad inginocchiarsi ed adorare chi lo ha sanato.

“La fede porta sempre alla testimonianza. La fede è un incontro con Gesù Cristo, con Dio, e di lì nasce e ti porta alla testimonianza”, ha commentato il Santo Padre.

In conclusione, papa Francesco ha ribadito con altre parole il concetto iniziale dell’omelia e della Prima Lettura: “una fede senza opere, una fede che non ti coinvolga, che non ti porti alla testimonianza, non è fede. Sono parole e niente più che parole”.