Si può dire morte senza paura; il cielo è ovunque!

La fede insegna a non considerare malattia e morte come dei tabù

Fabriano, (Zenit.org) Maria Cristina Corvo | 516 hits

Mi chiamo Emanuele, ho 21 anni e da un po’ di tempo sto pensando alla morte e a quello che c’è dopo. Non so perché ma in questi giorni ho iniziato ad avere paura della morte. Può darsi che stia venendo meno la fede verso Dio e non credo più nell’aldilà? 

Caro Emanuele, tutti abbiamo istintivamente paura di morire.

La paura nasce essenzialmente da quattro fattori.

1) È un momento che si vive da soli.

Gli altri possono tenerti la mano, starti vicino, parlarti dolcemente… ma alla fine l’incontro è tra te e lei: la morte. Nessun altro è invitato a questo incontro intimo e solitario.

Nel film sugli ultimi anni di vita di Giovanni Falcone, il giudice guardava spessissimo il film Il settimosigillo con la famosa scena in cui un cavaliere sta facendo una partita a scacchi con la morte, nel tentativo di allontanarla, vincendo la partita.

Si intuisce benissimo che Falcone sta già ascoltando i passi della fine che si sta avvicinando inesorabilmente e in questa partita si sente solo.

Anzi; in una battuta del film, lui fa capire che la sua morte è iniziata con la sua solitudine. Guarda la scena in cui il giudice congeda dal giornalista che lo sta intervistando a Pavia: “..si muore quando si è lasciati soli…” e, un istante dopo, lo schermo in bianco e nero mostra per l’ultima volta la faccia della “morte” del film di Bergman, che dice:”Ho vinto io. Scacco matto”.

Invece Gesù ci ha detto che non sarà la morte a vincere la partita della nostra vita! La morte sarà la nostra rinascita!

Il Re dei Re in persona monitorerà le doglie che ci spingeranno fuori dall’utero della terra, per far entrare nei nostri polmoni l’ossigeno del paradiso! E in questa nascita, nella sala parto che congiunge la terra al cielo, ci saranno gli angeli ed i nostri cari ad aiutarci ed incoraggiarci! “Forza! Stai per rinascere! Non aver paura!”.

Mia nonna, ridotta pelle ed ossa e oramai incapace di parlare, poco prima di morire ha spalancato gli occhi e, con uno sguardo splendente, guardando davanti a sé ha chiamato ripetutamente mio nonno, morto anni prima.

Era piena di meraviglia e di gioia per quel che lei diceva di vedere.

Dopo pochi attimi è spirata.

Steve Jobs, morente, senza più forze e senza più parole, pochi istanti prima di morire, ha iniziato a fissare il muro e, con gli occhi che brillavano di entusiasmo, ha esclamato per tre volte “Oh Wow! Oh Wow! Oh Wow!”.Poi ha chiuso gli occhi.

Questa sua ultima entusiasta esclamazione, ha fatto il giro del mondo. La storia di mia  nonna, no. Ma entrambi devono aver visto qualcosa di stupefacente!

E sono certissima che anche Giovanni Falcone, a Capaci, mentre la mafia credeva di aver messo la parola fine alla sua vita, veniva fatto ri-nascere da Dio che lo abbracciava dicendo a tutto il Paradiso: “Venite! Oggi è festa grande! Questa mia creatura, affamata ed assetata di giustizia, deve ricevere la corona della sua vittoria sul male! Oggi è festa grande!”.

2) È un momento inevitabile.

Schopenhauer diceva: “Non v’è rimedio per la nascita e la morte, salvo godersi l’intervallo”. E noi siamo specializzati nel goderci questo intervallo, per esorcizzare le nostre paure.

Dalla televisione alla vita di tutti i giorni, nessuno vuol parlare della malattia o della morte. Il solo pensiero ci infastidisce.

Con la nostra testa sotto la sabbia, ci siamo accontentati di guardare sotto terra, dimenticandoci che è più bello volgersi al cielo allargando lo sguardo a nuove possibilità!

“Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla…

Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino…

Se anche dovessi camminare in una valle oscura, non temerei alcun male, perché tu sei con me!”

C’è una valle più oscura della morte?

Ebbene, lì risplenderà ancora di più la luce di Dio!

Un po’ di anni fa, in un ospedale dell’Italia centrale, stava morendo una bambina di otto anni. La leucemia l’aveva distrutta in pochissime settimane. Il pediatra che l’aveva seguita, il giorno di Natale volle starle accanto. Sapeva che aveva oramai poche ore di vita ed effettivamente, quel giorno, la bimba morì.

I genitori, innamoratissimi di questa loro unica figlia, sconvolti dal dolore uscirono dalla camera.

E quel dottore non poteva certo immaginare quel che avrebbe visto di lì a poco.

Mentre lui era accanto al corpo della bambina, intento a compilare i documenti sulla sua morte, la bimba riaprì gli occhi sorridendo e gli disse: “Oh! Il paradiso è meraviglioso! Ti prego; dì ai miei genitori che non devono piangere. Il paradiso è bellissimo! Gesù c’è ed è tanto bello!”.

Poi richiuse gli occhi ed il suo cuore smise, per la seconda volta, di battere. Quel medico, ateo e razionalista, fu scioccato dalla gioia e dalle parole di quella bambina. Ricordo che molti giornalisti tentarono di intervistarlo, ma lui si rifiutò sempre. Le parole entusiaste di quella sua piccola paziente, lo avevano costretto ad alzare gli occhi al Cielo. 

Caro Emanuele, la paura della morte è umana e naturale, ma noi possiamo chiedere in dono degli occhi divini per vedere “oltre”.

“Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me..io vado a prepararvi un posto, perché siate anche voi dove sono io”(Gv 14)

Ah! Dimenticavo… gli altri due motivi di “paura” della morte?

Li troverai nel blog: www.intemirifugio.it .