Siamo chiamati ad essere un dono per gli altri

VII Congresso dell'Infanzia Missionaria dell'Arcidiocesi di Czestochowa con la partecipazione di oltre mille tra bambini e ragazzi

Czestochowa, (Zenit.org) Don Mariusz Frukacz | 465 hits

“Cerchiamo di condividere il pane della fede". Questa espressione è stata il tema del VII Congresso dell’Infanzia Missionaria dell’Arcidiocesi di Czestochowa, che si è svolto il 31 maggio presso il Santuario della Madonna del Santo Rosario, a Myszków Mrzyglód. 

Al Congresso - ormai una "tradizione" del Paese polacco fin dal 1999 - hanno partecipato oltre mille bambini e ragazzi dei diversi gruppi che fanno riferimento all’Infanzia Missionaria, i quali hanno condiviso le testimonianze insieme ai missionari provenienti da Asia e Africa. 

L'incontro è iniziato con la catechesi di Anna Sobiech, segretario nazionale delle Pontificie Opere dell’Infanzia Missionaria, e di Padre Ashenafi Yonas Abebe dall'Etiopia, membro della Congregazione dei Missionari di Nostra Signora della Consolazione. 

La catechesi sul tema "Piccoli missionari nell'Anno della Fede" è stata presentata insieme ad una pantomima - una rappresentazione scenica muta, affidata esclusivamente all'azione gestuale - che ha raffigurato la vita nelle missioni, la condivisione di una fede nella vita personale e comunitaria, e il valore della testimonianza. 

“E’ molto importante per i bambini avere la possibilità di conoscere la problematica missionaria. Essi, non solo appartengono alla Chiesa, ma si sentono la Chiesa”, ha dichiarato a ZENIT la Sobiech, aggiungendo che “nella formazione missionaria aiutiamo i bambini a superare gli egoismi e stare vicino al difficile destino dei bambini nei Paesi di missione”. 

Padre Ashenafi Yonas Abebe ha invece sottolineato a ZENIT quanto sia importante la testimonianza dei missionari.“Grazie ai missionari in Etiopia, è nata e cresciuta la mia fede" ha detto, grazie ad essi "oggi, sono in Polonia e mi occupo di animazione missionaria e formazione dei bambini e dei giovani. La nostra missione è l'evangelizzazione e lo facciamo sul modello del beato Papa Giovanni Paolo II".

Ha risposto poi alla nostra agenzia suor Maria Teresa Tomczak dalla Congregazione della Suore della Resurezione, operante nella parrocchia di San Michele Arcangelo in Koniecpol, sottolineando che "i bambini hanno il cuore missionario, aperto ad altre comunità e ad altre persone".Julia Krupa, della parrocchia Santa Maria, Regina della Pologna, in Lubień, ha raccontato: ”Sono venuta qui con la mia madre i fratelli e le sorelle a pregare per i miei coetanei di altri paesi che sono in difficoltà e hanno bisogno del nostro aiuto”.“Prego anche per i sacerdoti e le suore che lavorano nelle missioni" ha detto invece Karol Florek della parrocchia di San Michele Arcangelo in Blachownia. “I miei colleghi in paesi lontani pregano lo stesso Rosario missionario anche per me. I sacerdoti in missione portano ai bambini Gesù. Prego per i bambini che vivono in terre lontane, spesso affamati e poveri” ha aggiunto.

Al termine del Congresso, è stata celebrata una Santa Messa di ringraziamento presieduta da mons. Waclaw Depo, Arcivescovo Metropolita di Czestochowa, e concelebrata con alcuni sacerdoti missionari, tra cui don Rafał Wujec che lavora in Ecuador.

Dopo l'esortazione di don Jacek Gancarek, direttore delle POM di Czestochowa e parroco del Santuario della Madonna del Santo Rosario, a pregare "per tutti i bambini che muoiono di fame e di povertà" e "per la pace e l'amore nel mondo", l'Arcivescovo Waclaw Depo ha indicato, nella sua omelia, tre parole chiave che "ci aiutano a condividere la fede come il pane”: mistero, comunione e invio missionario. 

Il Metropolita di Czestochowa ha spiegato che la parola mistero “si riferisce alla presenza di Dio in mezzo a noi e nel cuore degli uomini." Rivolgendosi ai bambini il presule ha detto: "Voi siete nati grazie all'amore di Dio e dei genitori. Ognuno di noi è un dono di Dio per i genitori".

Parlando della comunione il Metropolita ha sottolineato che essa "si rivela con il sacramento del battesimo", perché “attraverso questo sacramento ognuno di noi ha inserito il suo nome nel mistero di Dio”. Ha infine concluso ribadendo che: “Siamo venuti in questo mondo non solo per noi stessi. Siamo chiamati ad essere un dono per gli altri. Anche il dono della fede dobbiamo condividerlo come il pane con gli altri”.

Con la collaborazione di Jowita Kostrzewska