“Siamo uomini di pace”: bilancio del fondatore di Sant’Egidio sul meeting di Napoli

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NAPOLI, martedì, 23 ottobre 2007 (ZENIT.org).- “Siamo uomini di pace”, ha affermato il professor Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio, tracciando un bilancio dell’Incontro Internazionale per la Pace ospitato da Napoli dal 21 al 23 ottobre, promosso dalla sua Comunità.



Nel corso della conferenza stampa di conclusione del convegno “Per un mondo senza violenza – Religioni e culture in dialogo”, il fondatore di Sant’Egidio ha affermato che il meeting è stato “straordinario per presenze”, ricordando “quelle ebraiche, con il Rabbino Capo di Israele, il Ministro dell'Interno israeliano; quelle musulmane qualificate e attente; quelle ecumeniche, con i patriarchi ortodossi, il Segretario Generale del Consiglio Mondiale delle Chiese Samuel Kobia, e ancora, il Presidente dell'Ecuador e tanti altri”.

Il meeting, ha osservato, è iniziato “con la nota giusta dell'incontro con Benedetto XVI”, che ha esposto “un discorso di grande chiarezza, limpido e costruito con grande lucidità”, “il discorso di un uomo imbevuto della fede in Gesù e preoccupato per la pace nel mondo”.

Il Papa si è infatti rivolto ai partecipanti all’Incontro Internazionale per la Pace nell’Aula Magna del Seminario arcivescovile a Capodimonte nella sua giornata inaugurale.

Riccardi ha sottolineato come questo lunedì sia avvenuto l’incontro del Ministro israeliano con l’inviato palestinese, che “rappresenta una svolta” e nel quale “si è invocato un accordo subito”.

Da parte ortodossa, il Patriarca Bartolomeo “ha detto con coraggio che le religioni che non mettono al loro centro la pace sono perdute”.

“Siamo uomini di pace, molto concreti e molti realisti. Ne è scaturito un percorso. Nei primi incontri non riuscivamo e mettere insieme ebrei e musulmani, ma oggi mangiano alla stessa tavola, anche quando non c’è il Papa”, ha constatato Riccardi.

“C’è una lotta per la pace che richiede pazienza e l’insistenza della preghiera”, ha aggiunto.

“Il tema della differenza e il tema dell’identità percorre i nostri incontri – ha proseguito –. C’è un incontro tra le differenze che non solo sono diverse ma possono essere anche conflittuali. A questo riguardo noi abbiamo chiesto un quadro di rispetto tra le personalità. Risolvere è fare parlare insieme”.

Quelli di Napoli sono quindi stati per Riccardi “giorni di svolta”, “perché la situazione del mondo è brutta; perché l'opinione pubblica si abituata a sentire come normale il parlare di guerra”.

“La lettera dei 138 sapienti musulmani è importante – cfr. ZENIT, 11 ottobre 2007 – ha ricordato . E’ una risposta nobile a un messaggio inviato dai cristiani. Qui si è parlato tra leader cristiani di come rispondere”.

Parlando del prossimo appuntamento, il fondatore della Comunità di Sant’Egidio ha detto di sperare che si svolga a Cipro.

“Fortemente vogliamo andare a Cipro anche perché l'arcivescovo Chrysostomos ci ha invitato, molto cortesemente. Da Cipro si guarda da vicino al Medio Oriente. E’ una grande frontiera che può diventare un ponte tra oriente e occidente, tra nord e sud”.

“L'incontro a Cipro punta a misurare il dialogo e la pace con la vicinanza ai fuochi di guerra. La scelta di Cipro, inoltre, cade anche nell’anno che per la Chiesa cattolica è dedicato a San Paolo”, ha concluso.