"Siate cristiani inquieti perché l'amore di Gesù vale la pena viverlo"

Nel messaggio per il 50° anniversario dell'erezione della diocesi argentina di Concepción, il Papa indica le parole chiave per essere cristiani: Camminare, farsi discepoli e annunciare

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) Salvatore Cernuzio | 515 hits

Di Papa Francesco non vanno ‘tenuti d’occhio’ solo i grandi discorsi alle folle e ai giornalisti. Anche un’affettuosa lettera ad un amico vescovo può diventare una parola utile all’umanità intera. Come nel caso del messaggio inviato, il 9 agosto, a mons. Armando José Maria Rossi, vescovo di Concepción, la diocesi argentina che in questi giorni festeggia il 50° anniversario dalla sua erezione.

Tra gli auguri per la celebrazione e il ricordo delle “facce dei sacerdoti” quando, da cardinale, predicò gli esercizi spirituali per il clero diocesano, Bergoglio lancia un forte monito che non interessa solo i fedeli di Concepción, ma chiunque si professi cristiano.

Temo i cristiani “quieti”, “saccenti” e “concentrati solo su di sé”, ha detto il Santo Padre. Espressioni dure che non sono certo una critica, ma la preoccupazione di un padre che vede i propri figli sciupare il dono di essere seguaci di Cristo. Sono tre – secondo Bergoglio - le parole chiave per essere imitatori di Gesù e proclamatori del Vangelo: “Camminare, farsi discepoli e annunciare”. Quando però si perde di vista l’“obiettivo” finale, ovvero l’incontro con il Signore, queste tre azioni si capovolgono e assumono risvolti negativi. Se non si cammina verso Cristo ci si acquieta e “voi sapete – scrive il Papa – che ho paura dei cristiani quieti. Finiscono come l’acqua stagna”.

Anche quei cristiani che “credono di sapere tutto” non sono di aiuto né a se stessi, né agli altri. “Senza accorgersene – osserva il Santo Padre – a poco a poco chiudono il loro cuore al Signore e finiscono per essere concentrati soltanto su se stessi”. Diventano, cioè, cristiani “con se stessi e per se stessi”. 

Vivere invece “lo stupore meraviglioso dell’incontro” con Cristo – sottolinea il Pontefice - porta “inevitabilmente” a cercarlo “nella preghiera e nella lettura dei Vangeli”. Si sente “il bisogno di adorarlo”, di “conoscerlo” e, di conseguenza, viene naturale “annunciarlo”. “È questa la terza parola - dice Papa Francesco – annunciare”, vale a dire “essere missionari”, quindi “portare il nome, gli insegnamenti ed i gesti di Gesù ai fratelli”. Il vero cristiano, sottolinea il Papa, “cammina, si lascia trasformare in discepolo e annuncia”.

Come sempre, al termine di ogni suo discorso, Bergoglio invoca la Vergine: a Lei affida i fedeli della diocesi di Concepción perché, sul suo esempio, escano da se stessi per adorare e “annunciare la Buona Novella di Gesù ai fratelli”. “Siate inquieti – è l’ultima parola del Pontefice – perché l’amore di Gesù vale la pena viverlo”.