"Siate rivoluzionari, ribellatevi alla cultura del provvisorio"

Congedandosi dai volontari della GMG, papa Francesco li esorta a scoprire la loro vera vocazione sia essa alla vita matrimoniale, sacerdotale o religiosa

Rio de Janeiro, (Zenit.org) Luca Marcolivio | 633 hits

Andare controcorrente conduce lungo la strada della felicità. Tale strada è necessariamente quella della sequela di Cristo. Questo il senso del discorso di congedo di papa Francesco ai volontari della Giornata Mondiale della Gioventù di Rio 2013.

Il Santo Padre ha incontrato 15mila volontari in rappresentanza dei 60mila che hanno collaborato alla preparazione della GMG, presso il Centro Congressi “Rio Centro”, dopo aver lasciato la residenza di Sumaré, che lo ha ospitato per una settimana.

Il discorso del Pontefice è stato preceduto dall’indirizzo di saluto dell’arcivescovo di Rio de Janeiro, monsignor Orani Joao Tempesta, e di due giovani pellegrini.

Ringraziando il Santo Padre, il brasiliano Pedro Elias Fonseca Sultano ha detto: “Tutti i 34mila volontari sono stati in qualche modo benedetti e hanno donato e hanno fatto il loro meglio per la realizzazione della GMG. Ciò che ci ha guidato e ci ha dato forza nei momenti di debolezza e scoramento era la certezza che eravamo lì per Dio”.

La polacca Wiktoria Katarrzyna Czekay ha invece espresso la propria gioia e gratitudine per la scelta del Papa di fissare la prossima GMG a Cracovia nel 2016. “Porteremo in Polonia tutta la gioia e l’amore con cui siamo stati benedetti qua in Brasile, e così, con le forze rinnovate, preparare un luogo nelle nostre case e nei nostri cuori per i giovani di tutto il mondo”, ha detto la giovane volontaria.

L’opera dei volontari, ha commentato da parte sua papa Francesco, è stata segnata da “tanti piccoli gesti” che hanno reso       questa GMG “un’indimenticabile esperienza di fede”. La loro “gentilezza”, la loro “disponibilità di servizio”, sono la dimostrazione che “si è più beati nel dare che nel ricevere” (At 20,35).

Ai volontari il Papa ha poi detto: “Siate sempre generosi con Dio e con gli altri: non si perde nulla, anzi è grande la ricchezza di vita che si riceve!”.

Il Santo Padre ha poi parlato del tema della vocazione, che può coinvolgere la vita di ogni cristiano in vari modi: “Dio chiama a scelte definitive, ha un progetto su ciascuno: scoprirlo, rispondere alla propria vocazione è camminare verso la realizzazione felice di se stessi. Dio ci chiama tutti alla santità, a vivere la sua vita, ma ha una strada per ognuno”.

La vocazione laicale per eccellenza è quella alla famiglia “mediante il sacramento del matrimonio”, oggi minacciato dalla “cultura del provvisorio” e del “relativo” che lo definisce una istituzione “fuori moda”.

Papa Francesco, tuttavia, ha chiesto ai giovani di “essere rivoluzionari”, di “andare controcorrente” e di ribellarsi a questa “cultura del provvisorio” che, in fondo, “crede che voi non siate in grado di assumervi responsabilità, che non siate capaci di amare veramente”. Ha poi rinforzato la sua esortazione con queste parole: “Abbiate il coraggio di ‘andare contro corrente’. Abbiate il coraggio di essere felici”.

Il Santo Padre ha ricordato anche le vocazioni sacerdotali e religiose, di chi serve il Signore “nei monasteri dedicandosi alla preghiera per il bene del mondo, nei vari settori dell’apostolato, spendendosi per tutti, specialmente per i più bisognosi”.

In seguito, il Pontefice ha raccontato la storia della sua vocazione sacerdotale, emersa il 21 settembre 1954, giorno in cui il diciassettenne Jorge Mario Bergoglio, dopo essersi fermato nella chiesa di San José de Flores per confessarsi avvertì per la prima volta che Dio lo chiamava.

“Non abbiate paura di quello che Dio vi chiede! Vale la pena di dire ‘sì’ a Dio. In Lui c’è la gioia!”, ha aggiunto Francesco.

“Cari giovani, qualcuno forse non ha ancora chiaro che cosa fare della sua vita. Chiedetelo al Signore, Lui vi farà capire la strada”, ha detto il Papa, menzionando l’episodio biblico di Samuele “che sentì dentro di sé la voce insistente del Signore che lo chiamava, ma non capiva, non sapeva cosa dire e, con l’aiuto del sacerdote Eli, alla fine rispose a quella voce: Signore, parla perché io ti ascolto (cfr 1 Sam 3,1-10)”.

Il Papa si è infine congedato, ringraziando i volontari e dicendo loro: “Non dimenticate tutto quello che avete vissuto qui! Potete sempre contare su le mie preghiere e so di poter contare sulle vostre preghiere”.