"Siate sentinelle che proclamano notte e giorno la gloria di Dio"

Ai Vespri nella Cattedrale di Nostra Signora della Luce, il Papa esorta i cattolici messicani

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di Luca Marcolivio

LEON, lunedì, 26 marzo 2012 (ZENIT.org) – Alla presenza di numerosi vescovi da tutta l’America Latina, papa Benedetto XVI ha celebrato ieri sera (erano già le prime ore del mattino in Italia) i Vespri nella Cattedrale di Nuestra Señora de la Luz a León. Accolto al suo arrivo dal Capitolo della Cattedrale, il Papa si è soffermato in preghiera davanti al Santissimo Sacramento.

Di seguito ha ascoltato il breve discorso di benvenuto dell’arcivescovo di Tlalnepantla, monsignor Carlos Aguiar Retes, presidente della Conferenza Episcopale Messicana e del Consiglio Episcopale Latinoamericano (CELAM). Monsignor Aguiar ha avuto parole di gratitudine verso il Pontefice, in particolare per l’impulso apostolico dato agli episcopati latinoamericani ad Aparecida, nel 2007.

All’inizio dell’omelia il Santo Padre ha accennato alla patrona della basilica, la Madonna della Luce, frequentemente implorata come “speranza nostra”, poiché “ci ha mostrato Gesù e trasmesso i prodigi che Dio ha fatto e fa per l’umanità, in maniera semplice, come spiegandoli ai piccoli della casa”.

La visita pastorale in Messico, è stata definita dal Papa come un’occasione per lui e per tutti i pastori delle chiese latinoamericane per “guardare insieme Cristo”, in paesi “di forte tradizione cattolica”, seppure in uno scenario pieno di “sfide e difficoltà di origine molto diversa”.

Condividendo le preoccupazioni dei presuli locali, Benedetto XVI li ha esortati a “proseguire fiduciosi, con la convinzione che il male non ha l’ultima parola della storia”, e a non perdere mai lo spirito di collaborazione reciproca e di “fraternità nel lavoro apostolico”.

“Voi non siete soli nelle difficoltà e neppure lo siete nei successi dell’evangelizzazione”, ha aggiunto il Pontefice, ricordando, poi, quanto la fede cattolica abbia “segnato in modo significativo la vita, i costumi e la storia” dell’intero continente latinoamericano, il cui bicentenario dell’indipendenza è “un momento storico nel quale ha continuato a splendere il nome di Cristo”.

L’esempio dei primi missionari che evangelizzarono quelle terre, proclamando il Vangelo “con coraggio e con sapienza”, al fine di “edificare una società degna dell’essere umano”, continua ad essere un “prezioso orientamento per i Pastori di oggi”.

Il Santo Padre ha poi rammentato le iniziative in vista dell’Anno della Fede, tutte “finalizzate a condurre gli uomini a Cristo, la cui grazia permetterà loro di lasciare le catene del peccato che li rende schiavi e di avanzare verso la libertà autentica e responsabile”. Il tutto in continuità con la Mision continental, promossa ad Aparecida “che già sta raccogliendo tanti frutti” in tutta l’America Latina.

Questo sforzo di rinnovata evangelizzazione, ha sottolineato il Papa, va rivolto a tutti i membri della famiglia ecclesiale: i seminaristi, i sacerdoti, i consacrati e i laici, in particolare i catechisti. Per i pastori è fondamentale che “regni uno spirito di comunione tra sacerdoti, religiosi e laici, evitando divisioni sterili, critiche e diffidenze nocive”.

In conclusione, Benedetto XVI ha invitato i cattolici latinoamericani ad essere “sentinelle che proclamano giorno e notte la gloria di Dio” e a schierarsi sempre con gli “emarginati dalla violenza, dal potere o da una ricchezza che ignora coloro ai quali manca quasi tutto”.

Dopo aver indicato come esempio pastorale il Buon Samaritano che “venendo da lontano si è inserito nella storia degli uomini, ci ha sollevati e si è prodigato per la nostra guarigione”, il Papa ha invocato l’intercessione di Maria Santissima della luce, perché “dissipi le tenebre del nostro mondo e illumini il nostro cammino, affinché possiamo confermare nella fede il popolo latinoamericano nelle sue fatiche e speranze, con fermezza, con coraggio e con fede ferma in colui che tutto può e tutti ama fino all’estremo”.

Al termine della celebrazione, Benedetto XVI è tornato alla cattedrale di Leon per inaugurare il nuovo impianto di illuminazione del Santuario di Cristo Re del Cubilete: l’evento è stato seguito in diretta all’interno della cattedrale su televisivi. Subito dopo il Papa è rientrato al Collegio Miraflores.