Siria, appello alla pace del vescovo di Antiochia

Monsignor Paul El-Sayeh teme uno sconfinamento del conflitto in Libano

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di John Pontifex

ROMA, lunedì, 20 febbraio 2012 (ZENIT.org) – Un arcivescovo mediorientale ha lanciato un appello a tutte le forze belligeranti in Siria perché depongano le armi e avviino i negoziati. Il timore del presule è quello di una guerra civile su larga scala.

Descrivendo la situazione siriana come “disperata”, monsignor Paul El-Sayeh ha affermato che è necessario agire per prevenire un’estensione della violenza dalla Siria al suo attuale paese di residenza, il Libano.

Parlando dal territorio libanese in un’intervista con Aiuto alla Chiesa che Soffre, monsignor El-Sayeh, vescovo della Curia di Antiochia operativa a Beirut, ha richiamato l’attenzione della comunità internazionale per portare il regime di Assad e le forze ribelli sul tavolo dei negoziati.

Il presule, cattolico di rito maronita, fino all’anno scorso arcivescovo maronita di Haifa e della Terra Santa ha dichiarato: “Tutti soffrono in Siria, a causa della violenza che arriva da ogni angolo del paese”.

“È una situazione disperata. Mi auguro che tutti si siederanno al tavolo dei negoziati. Non sarà la violenza a risolvere i problemi”.

L’arcivescovo ha detto che la minaccia di uno sconfinamento della violenza nel vicino Libano si è palesata dopo i recenti scontri a Tripoli tra due fazioni coinvolte nel conflitto in Siria.

Monsignor El-Sayed ha tuttavia affermato che in Libano il desiderio di evitare una ripetizione di 15 anni di guerra civile, scoraggerà governo e popolo libanesi dal lasciarsi coinvolgere nel conflitto siriano.

“C’è preoccupazione per la violenza che arriva dalla Siria ma, al tempo stesso, c’è la consapevolezza che il conflitto non aiuterà nessuno e ognuno ha l’interesse che la situazione non si deteriori - ha aggiunto -. Non credo che scoppierà nulla in Libano”.

L’arcivescovo ha detto di non sapere se le sofferenze dei cristiani siano diverse da quelle delle altre fedi: “Va ricordato che i cristiani sono sempre stati in ottimi rapporti con i musulmani in quella regione – ha sottolineato -. Hanno convissuto pacificamente per anni”.

I leader ecclesiali della regione hanno comunque manifestato la paura che, nel caso di una caduta di Assad, i cristiani avrebbero la peggio, poiché, verosimilmente, i gruppi islamisti riempirebbero il vuoto di potere.

L’arcivescovo ha esortato i cristiani e gli altri gruppi religiosi a pregare per la pace. “Dobbiamo pregare affinché chiunque gestisca una posizione di potere, faccia il possibile per alleviare le sofferenze della gente”, ha detto monsignor El-Sayeh.

“Il problema attuale è la sofferenza della gente e noi dobbiamo pregare che una nuova democrazia nasca e che i diritti umani siano rispettati”.

Il Medio Oriente è una regione prioritaria per Aiuto alla Chiesa che Soffre alla quale è stato richiesto da papa Benedetto XVI di andare in soccorso in una parte del mondo dove “la chiesa locale è minacciata nella sua stessa esistenza”.

[Traduzione dall’inglese a cura di Luca Marcolivio]